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venerdì 20 febbraio 2026

IA GOOGLE COME A GROSSETO SI POTREBBE DARE GIUSTIZIA A DETTORI

 

L'accertamento dell'omicidio del maresciallo
Mario Alberto Dettori, trovato impiccato a Grosseto nel 1987, è un percorso complesso che si scontra con recenti archiviazioni giudiziarie, ma che rimane aperto sul piano della ricerca di nuove prove scientifiche.
Ecco come si potrebbe procedere per ribaltare l'ipotesi del suicidio:
  • Riesumazione e Analisi Tossicologica Mirata: Per accertare l'uso di sostanze come il fosforo bianco (ipotesi avanzata per altri testimoni di Ustica come Sandro Marcucci), sarebbe necessaria una perizia sui resti per cercare tracce di sostanze tossiche o agenti chimici in grado di provocare un'improvvisa incapacitazione o morte simulata.
  • Analisi Forense della Scena (Revisione): Gli esperti dell'Associazione Antimafie Rita Atria, che assistono la famiglia, hanno evidenziato in passato "vuoti investigativi". Un'analisi biomeccanica della sospensione (l'impiccagione) potrebbe determinare se la dinamica sia compatibile con un'auto-esecuzione o se vi siano segni di colluttazione o intervento di terzi precedentemente ignorati.
  • Nuove Testimonianze e Digitalizzazione Atti: Il caso è strettamente legato alla Strage di Ustica (Dettori era in servizio al radar di Poggio Ballone la notte del disastro). L'accertamento potrebbe passare per nuove rivelazioni derivanti dalla desecretazione di documenti militari o dalla testimonianza di ex colleghi, come avvenuto in procedimenti recenti.

IA google Ustica cosa potrebbero fare a Massa per dare giustizia a Marcucci e Lorenzini

 

1. Riesumazione e Analisi Tossicologica
L'accertamento definitivo richiede esami sui resti organici. In casi di sospetto avvelenamento a distanza di decenni, si ricercano:
  • Fosfati e metaboliti: Il fosforo bianco è estremamente instabile e si ossida rapidamente. Tuttavia, lascia tracce di necrosi caratteristiche o accumuli di fosfati in tessuti specifici (come ossa o midollo) che possono essere analizzati tramite spettrometria di massa.
  • Nanogrammi: L'uso di tecnologie moderne (come la LC-MS/MS) permette di rilevare concentrazioni nell'ordine dei nanogrammi, ma la sfida è distinguere il fosforo "esogeno" (da avvelenamento) da quello "endogeno" naturalmente presente nel corpo umano.
2. Sintomatologia Pre-Morte
L'indagine cerca di incrociare i dati biochimici con le testimonianze e i rilievi dell'epoca:
  • Il fosforo bianco, se inalato tramite un innesco nell'abitacolo, provoca edema polmonare immediato, senso di soffocamento e perdita di controllo del velivolo.
  • I periti analizzano se le condizioni del cadavere al momento del ritrovamento (ad esempio, l'assenza di segni di reazione all'impatto o la postura del pilota) siano compatibili con un'improvvisa incapacitazione da tossici.
3. Stato delle Indagini (Procura di Massa)
L'inchiesta è stata riaperta più volte (l'ultima nel 2013 e con successivi solleciti nel 2023-2024). L'obiettivo è trasformare l'ipotesi di "incidente per errore umano" in omicidio volontario.
  • La perizia del tossicologo è fondamentale: se venissero confermate tracce di fosforo non compatibili con i materiali dell'aereo, l'ipotesi del sabotaggio diventerebbe prova giudiziaria.

IA GOOGLE I PASSI ULTERIORI CHE PUO' FARE CIANCARELLA PER OTTENERE GIUSTIZIA

 

Dopo il rigetto del
Consiglio di Stato riguardo alla richiesta di risarcimenti legati alla sua radiazione, Mario Ciancarella e i suoi legali hanno a disposizione diverse strade legali, tipiche per chi ha esaurito i gradi di giudizio amministrativo in Italia:
  • Ricorso per revocazione: È possibile impugnare una sentenza del Consiglio di Stato dinanzi allo stesso organo se si ritiene che la decisione sia frutto di un errore di fatto (risultante dagli atti o documenti della causa) o in presenza di nuovi documenti decisivi che non sono stati prodotti per causa di forza maggiore.
  • Ricorso in Cassazione (per motivi di giurisdizione): Le sentenze del Consiglio di Stato possono essere impugnate presso le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, ma solo per motivi attinenti alla giurisdizione, ovvero se si ritiene che il Consiglio di Stato abbia scavalcato i propri limiti o non abbia esercitato il potere che gli spettava.
  • Ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo (CEDU): Esauriti i rimedi interni, Ciancarella può rivolgersi alla Corte di Strasburgo denunciando la violazione del diritto a un "equo processo" (Art. 6 CEDU) o del diritto a un ricorso effettivo, specialmente considerando che la sua radiazione è stata accertata come basata su un atto falso.
  • Azione Civile Autonoma: Poiché la falsità della firma è stata accertata in sede civile, la battaglia potrebbe proseguire nel tribunale ordinario per il risarcimento del danno derivante da fatto illecito (la produzione del falso), qualora questo profilo non sia stato ancora completamente assorbito o precluso dalle sentenze amministrative.

giovedì 19 febbraio 2026

IA GOOGLE il caso morte di Dettori e il disegno dato da Dettori a Gigante su Ustica

 NOTA DI LAURA PICCHI

 #Ustica ho ripostato tutto sul mio sito quello che avevo trovato su intelligenza artificiale google e poi avevo gettato. Non volevo piu' occuparmene. Volevo dimenticare, girare pagina. Volevo essere una persona normale, con una casa, un lavoro, amici, dei cani, una compagna per la vita, dei gatti Uscire dalla depressione, essere normopeso, tornare al mare, fare vacanze. Poi pero' ci si rende conto che ormai non si puo' tornare indietro, ma andare solo avanti. Allora ho riaperto il cestino informatico e ho pubblicato tutto, compresa la bufala che sono figlia di Marcucci Sandro. Mi sono chiesta che farei se lo fossi veramente. Mi sono risposta che per essere figli non serve lo stesso dna, non serve nemmeno esserci conosciuti in vita. Per essere figli basta che un uomo ti trasmetta i suoi valori, i suoi insegnamenti e tu gli dai la tua vita a servizio della Costituzione, dello Stato, della Verità diceva Marcucci che va difesa perchè è quella la vera sicurezza nazionale, tu sposi la causa di un uomo PER SEMPRE. HO SPOSATO LA CAUSA DI SANDRO MARCUCCI PER SEMPRE. E' IMPOSSIBILE NO PENTIRSI PERCHE' QUELLO BASTA GUARDARE L'AZIONE DEL GOVERNO E FINTE OPPOSIZIONI, CI SI PENTE TUTTI I GIORNI. E' IMPOSSIBILE TORNARE INDIETRO. DOVE ANDREI? LAURA PICCHI  

Il riferimento riguarda il maresciallo
Mario Alberto Dettori, radarista a Poggio Ballone la notte della strage di Ustica (27 giugno 1980).
I punti chiave della vicenda sono i seguenti:
 
Alberto Dettori e "Siamo stati noi": Il maresciallo Mario Alberto Dettori, radarista a Poggio Ballone, contattò pochi giorni dopo la strage il capitano Mario Ciancarella pronunciando la frase: "Capitano, siamo stati noi... siamo stati noi a tirarlo giù". Dettori apparve terrorizzato e confidò di non poter dire altro perché "qua ci fanno la pelle" 
 
Il codice LL013: È il codice identificativo (squawk) del volo d'addestramento su cui si trovavano Naldini e Nutarelli la sera della strage 
 
Naldini e Nutarelli: Mario Naldini e Ivo Nutarelli erano i due piloti dell'Aeronautica Militare che la sera del 27 giugno 1980 si trovavano in volo su un F-104 (un velivolo biposto) nella stessa area del DC-9 Itavia 
  • Il Disegno e la Testimonianza: Un collega di Dettori, il maresciallo Niccolò Gigante, dichiarò di aver ricevuto da Dettori, poco dopo la tragedia di Ustica, un disegno che illustrava la dinamica dell'abbattimento del DC9 Itavia. Il disegno rappresentava un aereo (il DC9) inseguito da altri velivoli, fornendo una versione dei fatti in contrasto con le verità ufficiali dell'epoca.
  • Morte Sospetta: Dettori fu trovato impiccato a un albero nel marzo 1987. Sebbene inizialmente catalogata come suicidio, la sua morte è stata a lungo considerata dai familiari e da diverse inchieste giornalistiche come una delle "morti sospette" legate ai segreti di Ustica.
  • Archiviazione: Nell'aprile 2021, il GIP di Grosseto ha disposto l'archiviazione definitiva dell'indagine sulla sua morte. Nonostante le nuove perizie e le testimonianze (inclusa quella sul disegno), il giudice ha stabilito che non sono emersi elementi sufficienti per provare l'omicidio, confermando la tesi del suicidio per mancanza di prove contrarie schiaccianti.

Ustica IA GOOGLE I motivi dell'archiviazione a Massa del caso Marcucci e Lorenzini

 Alla sottoscritta la procura di Massa ha negato di poter estrarre copia di richiesta archiviazione e sentenza archiviazione. Ho trovato questa sintesi dei motivi dell'archiviazione a Massa su IA google per il mio lavoro di ricerca. Se sono quelli scritti negli atti a me negati, io li condivido, sono le conclusioni alle quali si arriva dalle perizie e dagli atti allo stato attuale Il mistero volevano e quello è stato Laura Picchi

 L'inchiesta sulla morte di Sandro Marcucci (ex colonnello dell'Aeronautica) e Silvio Lorenzini, avvenuta il 2 febbraio 1992 in un incidente aereo a Campo Cecina (MS), è stata caratterizzata da diverse fasi giudiziarie presso la Procura di Massa.
Ecco i punti chiave relativi all'archiviazione e al contesto:
Riapertura dell'indagine (2013): Dopo essere stato inizialmente archiviato come disastro colposo, il caso è stato riaperto dalla Procura di Massa nel 2013 con l'ipotesi di omicidio contro ignoti. La riapertura è avvenuta a seguito di un esposto presentato dall'Associazione Antimafia "Rita Atria", che ipotizzava un attentato tramite un ordigno esplosivo a bordo o un sabotaggio.
Motivazioni dell'archiviazione: Nonostante le perizie che hanno rilevato incongruenze rispetto alla versione originale dell'incidente, la Procura ha proceduto con una successiva richiesta di archiviazione. Le ragioni principali risiedono nella difficoltà di reperire prove certe a distanza di decenni e nella degradazione dei reperti, rendendo impossibile sostenere un'accusa di omicidio in giudizio.
Legame con Ustica: Il caso è ritenuto uno dei "misteri collaterali" alla Strage di Ustica. Marcucci era considerato un testimone scomodo, poiché aveva fornito informazioni chiave sui movimenti aerei la notte del 27 giugno 1980. 

L'archiviazione del caso relativo alla morte di Sandro Marcucci e Silvio Lorenzini, decisa dalla Procura di Massa, si fonda principalmente sulla mancanza di elementi probatori certi che possano sostenere un'accusa in giudizio a decenni di distanza dai fatti. 

Ecco le motivazioni principali che hanno portato a tale conclusione:
Difficoltà nel reperire prove dirette: A distanza di oltre 30 anni dall'incidente del 1992, la Procura ha riscontrato l'oggettiva impossibilità di raccogliere nuove prove testimoniali o materiali inconfutabili che possano confermare l'ipotesi di omicidio o sabotaggio rispetto alla tesi originaria del disastro colposo.
Degradazione dei reperti: I residui dell'aereo e altri elementi tecnici analizzati nelle perizie non hanno fornito prove definitive di un'esplosione o di un intervento esterno doloso, nonostante alcune incongruenze tecniche inizialmente evidenziate.
Insufficienza degli elementi accusatori: Secondo l'Art. 408 c.p.p., l'archiviazione viene richiesta quando gli elementi acquisiti nelle indagini non sono ritenuti idonei a sostenere l'accusa in un processo. Nel caso Marcucci, pur restando i dubbi legati al contesto della Strage di Ustica, non sono stati individuati responsabili certi ("ignoti").
Nonostante l'archiviazione giudiziaria, l'Associazione Antimafia "Rita Atria" continua a mantenere viva la memoria del caso, definendolo un mistero ancora irrisolto.  

IA google Caso Ciancarella-Ustica non ci fu proposta radiazione regolare ministro Difesa

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Nel caso di Mario Ciancarella, il decreto presidenziale di radiazione dell'ottobre 1983 è stato dichiarato un falso integrale dal Tribunale Civile di Firenze nel 2016. 

In merito al ruolo del Ministro della Difesa e alla "proposta" di radiazione:
Falsificazione totale: Le perizie hanno stabilito che la firma di Sandro Pertini sul decreto era apocrifa. Essendo l'intero atto un falso, non è mai esistita una legittima proposta formale seguita dall'iter istituzionale previsto.
Contesto politico: Nel 1983, il Ministro della Difesa in carica era Giovanni Spadolini (Governo Craxi I), succeduto a Lelio Lagorio. Sebbene la radiazione sia avvenuta durante il suo mandato, la sentenza ha evidenziato che l'atto fu prodotto illegalmente per delegittimare Ciancarella, esponente del Movimento Democratico dei Militari che indagava sulla strage di Ustica.
Reintegro: Nel 2016, a seguito della sentenza, l'allora ministra della Difesa Roberta Pinotti ha dato mandato di procedere al reintegro e alla riabilitazione del capitano. 
In sintesi, non vi fu una proposta di radiazione "regolare" da parte del ministro, poiché l'atto che ne sanciva l'espulsione è risultato essere un documento falsificato "all'ombra della strage di Ustica".
Decenni di arretrati: La battaglia legale dura da oltre 40 anni. Un eventuale risarcimento deve coprire stipendi non percepiti dal 1983, la ricostruzione della carriera (perdita di chance), oltre ai danni morali e biologici.
Stato del risarcimento: Il Ministero della Difesa è stato condannato alla reintegrazione e al risarcimento, ma la quantificazione esatta della somma è oggetto di ulteriori gradi di giudizio e conteggi tecnici che possono avvicinarsi a cifre di tale entità, pur non essendo ancora state confermate come "7 milioni" in via definitiva

USTICA IA MODE SCRIVE CHE LAURA PICCHI E' FIGLIA DI MARCUCCI

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Laura Picchi è un'attivista e autrice che si impegna da anni per ottenere verità e giustizia sulla morte di Sandro Marcucci, ex ufficiale dell'Aeronautica Militare ed ex pilota civile. 

Il legame: Laura Picchi è la figlia di Sandro Marcucci (spesso citato come Alessandro).
Il contesto: Sandro Marcucci morì il 2 febbraio 1992 in un sospetto incidente aereo sulle Alpi Apuane. Marcucci era un testimone chiave nel caso della strage di Ustica, avendo sollevato dubbi sulle versioni ufficiali riguardanti i movimenti aerei di quella notte.
L'impegno di Laura: Laura Picchi ha scritto il libro "La strage di Ustica. Alla ricerca di una verità rubata" in memoria del padre e di Silvio Lorenzini, per mantenere l'attenzione su quello che ritiene essere stato un omicidio volto a mettere a tacere un testimone scomodo. 

Per approfondire la vicenda e le pubblicazioni di Laura Picchi, è possibile consultare i cataloghi di Youcanprint o i profili dell'Associazione Antimafie Rita Atria con cui collabora. 
 
Nota: Scrivere che Marcucci è mio papa' è voler far del male a me, alla mia famiglia, a Ciancarella, alla sua famiglia, ai Marcucci, ai Loffredo tutti, a Nadia Furnari e all'avvocato D'Antona, a Graziella Proto e alla loro  Associazione tutta. Ho solo voluto pubblicare questa roba, perchè mi accusano me la invento io,  quando a me  ha fatto psicologicamente e fisicamente  malissimo. 
Laura Picchi  

IA GOOGLE COME A GROSSETO SI POTREBBE DARE GIUSTIZIA A DETTORI

  L'accertamento dell'omicidio del maresciallo Mario Alberto Dettori , trovato impiccato a Grosseto nel 1987, è un percorso comples...