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martedì 31 marzo 2026

Ustica Google Procura di Grosseto decide se riaprire fascicolo caso Dettori entro estate 2026

 

L'ipotesi di
omicidio per la morte del maresciallo Mario Alberto Dettori, ufficialmente archiviata come suicidio nel 2021, è stata riaperta al dibattito pubblico e giudiziario grazie a nuovi esposti e analisi tecniche presentate tra il 2024 e il 2026
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L'Associazione Antimafie "Rita Atria" e i familiari sostengono la tesi dell'omicidio basandosi su diversi elementi emersi nell'inchiesta della Procura di Grosseto:
Anomalie nel ritrovamento e verbali 
  • Contraddizioni sui testimoni: Nuovi atti processuali evidenziano che diversi soggetti hanno disconosciuto le firme su documenti fondamentali o hanno negato di essere stati presenti sui luoghi del ritrovamento del corpo, nonostante i verbali dell'epoca riportassero il contrario.
  • Ritrovamenti multipli: Emerge il paradosso che il corpo di Dettori sarebbe stato trovato da più persone in momenti diversi, una circostanza definita "irragionevole" dall'avvocato della famiglia e mai chiarita adeguatamente.
  • Chiusura lampo delle indagini: Nel 1987, i carabinieri chiusero il caso come suicidio dopo appena un'ora dal ritrovamento, senza testimoni e senza approfondimenti scientifici sulla scena, nonostante l'importanza del ruolo di Dettori nella strage di Ustica.
Analisi Tecniche e Medico-Legali
  • L'albero del ritrovamento: Il corpo fu trovato impiccato a un'alborella (un albero di piccole dimensioni) in riva al fiume Ombrone. Le perizie di parte mettono in dubbio che la struttura dell'albero potesse reggere il peso di un uomo e permettere la dinamica del suicidio senza lasciare segni compatibili con una messa in scena.
  • Nuova perizia: Un esposto ha introdotto nuove relazioni tecniche che analizzano le incongruenze tra le lesioni riscontrate sul collo e la tipologia di nodo utilizzato, suggerendo che il decesso sia avvenuto per mano di terzi prima della sospensione del corpo.
Contesto e "Reticenza di Stato"
  • Testimone diretto: Il GIP di Grosseto, pur archiviando nel 2021, ha riconosciuto che Dettori era "verosimilmente testimone diretto dei fatti" di Ustica.
  • Il "Francese senza volto": Le indagini più recenti si sono concentrate sulla presenza nell'area di Grosseto di un misterioso agente francese ("Roland") che avrebbe monitorato Dettori, rafforzando l'ipotesi di un'eliminazione programmata da apparati stranieri per tutelare il segreto militare.
Sebbene la magistratura abbia finora confermato l'archiviazione per mancanza di prove "certe", l'opposizione dei familiari prosegue con l'obiettivo di trasformare questi indizi in una riapertura formale del fascicolo per omicidio, prevista in valutazione entro l'estate 2026.

Scheda google Le minacce in vita dei colleghi a Dettori

 

Il clima di minacce e pressioni che il maresciallo
Mario Alberto Dettori avrebbe subito dai colleghi e dai superiori presso il centro radar di Poggio Ballone è un aspetto cruciale dei depistaggi sulla strage di Ustica. Secondo le testimonianze raccolte dai magistrati e dai familiari, l'ambiente di lavoro divenne per lui ostile e intimidatorio subito dopo il 27 giugno 1980.
Le principali evidenze riguardanti queste minacce includono:
Pressioni e intimidazioni dirette
  • L'avvertimento sul silenzio: Dettori riferì alla famiglia di essere stato "consigliato" dai superiori e da alcuni colleghi di dimenticare ciò che aveva visto sui radar quella notte.
  • "Ci fanno la pelle": Nella celebre telefonata al capitano Mario Ciancarella, Dettori usò parole inequivocabili: "Comandante, siamo stati noi... io non le posso dire nulla perché qua ci fanno la pelle". Questa frase testimoniava un timore immediato per la propria incolumità fisica derivante dall'ambiente militare interno.
  • Isolamento e sorveglianza: Negli anni successivi, il maresciallo confidò alla moglie di sentirsi costantemente pedinato e monitorato anche al di fuori del lavoro, percependo un controllo serrato volto a garantirne il silenzio.
Azioni sospette dei colleghi e superiori
  • La sparizione dei documenti: Dettori rivelò che i nastri originali (fonici e radar) della notte della strage erano stati chiusi in un plico, firmati da tutto il personale in turno (inclusi i suoi colleghi) e riposti nella cassaforte del comandante dell'aeroporto di Grosseto. Il fatto che tali documenti siano poi spariti o siano stati manipolati suggerisce un'azione coordinata ai vertici della base.
  • Il ruolo del Capitano Maurizio Gari: Gari era il capo controllore di sala operativa a Poggio Ballone quella notte. Morì improvvisamente per infarto nel 1981 a soli 32 anni. La sua morte, insieme a quella di Dettori, viene spesso citata come parte di una serie di "eliminazioni" di testimoni chiave che non si erano adeguati alla linea del silenzio.
Aggiornamenti sulle indagini (2025-2026)
  •   L'Associazione Antimafie "Rita Atria" ha presentato un nuovo esposto alla Procura di Grosseto portando elementi che ipotizzano l'omicidio anziché il suicidio. Tra questi elementi figurerebbero prove di pressioni psicologiche insostenibili esercitate da soggetti interni all'Aeronautica per impedire che Dettori testimoniasse davanti al giudice Priore.
  • Il "Francese senza volto": Le recenti inchieste hanno riacceso i riflettori su un misterioso agente francese che avrebbe frequentato la zona di Grosseto e avuto contatti con il personale della base, alimentando l'ipotesi di minacce esterne coordinate con settori deviati dei servizi italiani.
In sintesi, il "muro di gomma" a Poggio Ballone non fu solo burocratico, ma si manifestò attraverso un clima di paura indotto da colleghi e superiori che, secondo i familiari, portò Dettori a temere per la propria vita fino al tragico epilogo del 1987.

Scheda google Ustica Le minacce a Dettori in vita dei servizi segreti

 

Il riferimento alle minacce subite da
Mario Alberto Dettori, il maresciallo dell'Aeronautica in servizio presso il centro radar di Poggio Ballone la notte della strage, è un elemento centrale nelle indagini sulle cosiddette "morti sospette" legate a Ustica.
Sebbene Dettori sia morto nel 1987, la questione delle pressioni e delle minacce da lui subite in vita è tornata d'attualità con nuovi esposti e udienze tra il 2024 e il 2026.
Le minacce e le pressioni subite in vita
Secondo le testimonianze dei familiari (la moglie e la figlia Barbara) e le risultanze processuali:
  • Il cambiamento dopo la strage: La mattina del 28 giugno 1980, Dettori rientrò a casa visibilmente sconvolto, dicendo alla famiglia: "Siamo stati a un passo dalla guerra".
  • Pressioni dai Servizi e superiori: Negli anni successivi, Dettori confidò alla moglie di sentirsi costantemente seguito e monitorato. Riferì di aver ricevuto "consigli" dai superiori di dimenticare quanto visto sui radar quella notte.
  • La telefonata a Mario Ciancarella: Pochi giorni dopo la strage, Dettori chiamò il capitano Mario Ciancarella (un altro militare che cercava la verità, poi radiato con una firma falsa) dicendogli esplicitamente: "Comandante, siamo stati noi, abbiamo abbattuto il DC-9".
  • Stato di paura: Negli ultimi tempi prima della morte, Dettori viveva in un profondo stato di ansia, convinto che la sua incolumità e quella della sua famiglia fossero a rischio a causa di ciò che sapeva sulla presenza di caccia stranieri e missili mancanti.
Stato delle indagini sulla sua morte (Aggiornamento 2025-2026)
Nonostante le minacce documentate e le incongruenze, la verità giudiziaria sulla sua fine rimane controversa:
  • L'archiviazione del 2021: Nel 2021, il GIP di Grosseto aveva archiviato l'inchiesta sulla sua morte come suicidio (fu trovato impiccato a un albero nel 1987), pur definendo Dettori come un "testimone scomodo".
  • Nuovi elementi (Dicembre 2025): L'Associazione Antimafie "Rita Atria" ha presentato nuovi esposti citando prove di una possibile messa in scena del suicidio, sostenendo che Dettori sia stato vittima di un omicidio volto a garantirne il silenzio definitivo.
  • Il ruolo della Francia: Le indagini recenti hanno anche sollevato dubbi su un "uomo senza volto" di nazionalità francese che avrebbe avuto contatti o monitorato Dettori, ipotesi su cui Parigi non ha mai fornito chiarimenti.
In conclusione, la magistratura italiana riconosce oggi che Dettori subì pesanti condizionamenti e minacce volti a occultare la verità sulla battaglia aerea di Ustica, ma non è ancora stata raggiunta una prova definitiva che colleghi direttamente i Servizi Segreti alla sua morte violenta.

ELENCO DOCUMENTI SPARITI DELL' AM ITALIANA SULLA STRAGE DI USTICA

 

L'elenco dei documenti e dei materiali mancanti o alterati riconducibili all'
Aeronautica Militare Italiana costituisce uno dei pilastri dell'inchiesta del giudice Rosario Priore sulla strage di Ustica. Tali "assenze" sono state determinanti nel definire il cosiddetto "muro di gomma".
Secondo le risultanze giudiziarie e le denunce delle associazioni dei familiari aggiornate al 2025-2026, i principali documenti spariti o manomessi includono:
Registri Radar e di Sala Operativa
  • Marsala (35° Gruppo Radar): Risulta strappata la pagina del registro della sala operativa relativa alla notte del 27 giugno 1980. Le annotazioni della sala computer per quella stessa notte sono state redatte in un momento successivo.
  • Licola e Siracusa: Mancano i registri del capo controllore e del TPO (Technical Planning Officer), documenti la cui conservazione era obbligatoria per regolamento militare.
  • Poggio Ballone: Per anni è stata negata l'operatività del centro radar per quella notte, e la relativa documentazione tecnica è risultata indisponibile o incompleta nelle fasi cruciali dell'inchiesta.
Tracciati e Nastri Magnetici
  • Nastri originali dei radar: L'Aeronautica ha consegnato per anni solo copie parziali e manipolate dei tracciati radar. Solo dopo 17 anni di indagini è stato accertato che gli originali non erano mai stati messi a disposizione.
  • Centro Radar di Ciampino: Risulta distrutta quasi tutta la documentazione, eccetto un unico tracciato radar con tre segni ("plot") che suggerivano una manovra d'attacco.
  • Registrazioni del SIOS: Molti tracciati furono sequestrati nell'immediatezza dal SIOS (Servizio Informazioni Operative e Situazione) dell'Aeronautica e mai consegnati ai magistrati.
Documentazione Ministeriale e Logistica
  • Archivio del Ministero dei Trasporti: È stata denunciata la sparizione dell'intero archivio del Ministero relativo al periodo 1968-1989, rendendo impossibile ricostruire lo scenario amministrativo e i controlli sui voli di quel periodo.
  • Documenti della Difesa ancora secretati: Al settembre 2023, il Ministero della Difesa ha ammesso l'esistenza di 18 documenti ancora coperti da segreto o non versati all'Archivio di Stato, di cui 7 rimangono tuttora inaccessibili al pubblico.
Altri elementi critici
  • Libretti di volo e registri di manutenzione: In diverse basi dell'Aeronautica sono state riscontrate lacune nei registri di volo dei caccia intercettori che operarono quella notte, impedendo di identificare con certezza quali aerei fossero effettivamente in volo e con quale armamento.
Questa sistematica mancanza di documentazione è stata nuovamente citata dalla Procura di Roma nel marzo 2025 come una delle ragioni principali per la richiesta di archiviazione dell'inchiesta, a causa dell'impossibilità di superare le reticenze istituzionali nazionali e internazionali.

Ustica Scheda google sul MURO DI GOMMA DELLA NATO DURANTE LE INCHIESTE

 

La risposta dell'organizzazione
NATO alla magistratura italiana è stata storicamente segnata da un atteggiamento di chiusura, definito dai magistrati stessi come un "muro di gomma". Anche nei recenti sviluppi del 2025-2026, la mancanza di una collaborazione sostanziale da parte dell'Alleanza e dei suoi membri principali (USA e Francia) ha portato la Procura di Roma a chiedere l'archiviazione delle indagini.
Ecco i punti principali riguardanti le risposte e le posizioni della NATO:
  • Rifiuto di fornire i codici radar: Storicamente, la NATO si è opposta alla consegna dei codici necessari per decrittare i tracciati radar della notte del 27 giugno 1980. Senza questi codici, il giudice Rosario Priore non ha potuto identificare con certezza gli aerei militari (i cosiddetti "plot") che volavano vicino al DC-9 Itavia.
  • Negazione di esercitazioni in corso: L'organizzazione ha ufficialmente negato per decenni che vi fossero esercitazioni NATO nell'area al momento del disastro. Tuttavia, le inchieste giudiziarie hanno accertato uno scenario di "guerra aerea di fatto", con la presenza di velivoli di vari paesi alleati che operavano al di fuori dei canali di comunicazione ordinari.
  • Reticenza nelle rogatorie internazionali: Nelle ultime fasi dell'inchiesta (conclusasi a marzo 2025), la magistratura ha sottolineato come le richieste inviate tramite rogatoria alla NATO e ai paesi alleati abbiano ricevuto risposte evasive o incomplete. Questo ha impedito di dare un nome ai piloti o ai responsabili materiali dell'abbattimento.
  • Relazioni tecniche parziali: Nel 1996, la NATO trasmise alcune relazioni tecniche su sollecitazione del governo Prodi, ma i documenti forniti non contenevano elementi risolutivi per chiarire l'origine del missile o della collisione che ha causato la strage.
  • Stato delle indagini (Marzo 2026): A causa della persistente "mancata collaborazione" internazionale, la Procura di Roma ha presentato una richiesta di archiviazione. Il Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) ha recentemente tenuto udienze per valutare l'opposizione dei familiari delle vittime; una decisione definitiva è prevista dopo l'estate 2026.
In sintesi, la NATO ha mantenuto una linea di tutela del segreto militare e della sicurezza degli Stati membri, prevalente rispetto alle richieste di verità della giustizia italiana, contribuendo a lasciare la strage senza colpevoli identificati.

Ustica Scheda di google sulla mancata collaborazione alle indagini degli americani

 

La posizione del governo degli Stati Uniti nelle risposte alla magistratura italiana sulla strage di Ustica è stata definita dai magistrati romani, ancora nel
maggio 2025, come evasiva e caratterizzata da una mancata collaborazione sostanziale.
Sebbene formalmente gli USA abbiano risposto a numerose rogatorie nel corso dei decenni, le informazioni fornite non hanno mai permesso di identificare i responsabili o di chiarire definitivamente la dinamica della "battaglia aerea".
Punti critici delle risposte americane
  • Risposte evasive (2025): Nella richiesta di archiviazione presentata dalla Procura di Roma a marzo 2025, i magistrati hanno esplicitamente citato le "risposte evasive" fornite da Stati Uniti e Francia come uno degli ostacoli insormontabili al raggiungimento della verità giudiziaria.
  • Tracciati radar e portaerei: Gli inquirenti italiani hanno cercato per anni di ottenere i dati radar delle basi americane nel Mediterraneo e la posizione esatta delle portaerei (come la Saratoga) la notte del 27 giugno 1980. Gli USA hanno sempre fornito dati parziali o affermato che le registrazioni non fossero più disponibili, nonostante forti indizi di un'intensa attività militare nell'area.
  • Coinvolgimento dei caccia: Nuove inchieste giornalistiche dell'aprile 2025 hanno ipotizzato l'impatto del DC-9 con un caccia statunitense, basandosi su perizie che suggeriscono una collisione quasi imminente o un'intercettazione ravvicinata, ipotesi su cui il governo americano non ha mai fornito conferme.
  • Desecretazione dei documenti: Nonostante la declassificazione di alcuni atti diplomatici tra il 2014 e il 2024, i file statunitensi depositati presso l'Archivio Centrale dello Stato non contengono prove dirette sull'abbattimento, mantenendo la linea della "estraneità" alle operazioni letali di quella notte.

Ustica La scheda di Google sulla mancata collaborazione alle inchieste dei francesi

 

La posizione della Francia rispetto alle domande poste dai magistrati italiani sulla strage di Ustica è stata storicamente ambivalente, oscillando tra dichiarazioni formali di piena collaborazione e atti concreti giudicati spesso
evasivi o reticenti dagli inquirenti italiani.
Ecco i punti principali che delineano la postura francese:
  • Dichiarazioni di "piena collaborazione": Ufficialmente, Parigi ha sempre sostenuto di aver fornito all'Italia ogni elemento in suo possesso. In risposta alle recenti sollecitazioni (come quelle dell'ex premier Giuliano Amato nel 2023), il governo francese ha ribadito la propria disponibilità a lavorare nuovamente con Roma se richiesto, pur affermando di aver già risposto a tutte le rogatorie precedenti.
  • Risposte alle rogatorie del giudice Priore: Durante la lunga istruttoria del giudice Rosario Priore, le autorità francesi hanno fornito risposte che lo stesso magistrato ha definito parziali o contraddittorie. In particolare:
    • Presenza di portaerei: La Francia ha a lungo negato la presenza di proprie unità navali nel Tirreno la notte della strage. Tuttavia, indagini e testimonianze successive hanno suggerito la presenza attiva della portaerei Foch a Napoli e di attività presso la base di Solenzara in Corsica, elementi sempre ufficialmente minimizzati o smentiti da Parigi.
    • Tracciati radar: I dati radar forniti sono stati spesso considerati incompleti, rendendo difficile la ricostruzione precisa dei movimenti dei caccia francesi quella notte.
  • Sviluppi recenti (2024-2026):
    • Richieste di archiviazione: Nel maggio 2025, la Procura di Roma ha avanzato una richiesta di archiviazione dell'ultimo filone d'indagine aperto nel 2008, sottolineando come Francia e Stati Uniti abbiano fornito risposte evasive che hanno impedito di raggiungere una verità giudiziaria definitiva.
    • Opposizione delle famiglie: L'Associazione dei parenti delle vittime si è opposta a questa archiviazione, citando "reticenze e menzogne" da parte francese e nuovi elementi (come la presenza accertata della portaerei Foch) che smentirebbero le versioni ufficiali d'Oltralpe.
    • Appelli politici: Nel giugno 2025, il Presidente Mattarella ha esortato i "paesi amici" (riferendosi implicitamente a Francia e USA) a collaborare pienamente per eliminare le ultime zone d'ombra.
In sintesi, mentre la Francia mantiene una posizione diplomatica di apertura, la magistratura e le associazioni dei familiari in Italia continuano a denunciare una mancanza di trasparenza sostanziale che ha protetto, per decenni, il segreto militare francese su quanto avvenuto nei cieli di Ustica.

Ustica Google Procura di Grosseto decide se riaprire fascicolo caso Dettori entro estate 2026

  L'ipotesi di omicidio per la morte del maresciallo Mario Alberto Dettori, ufficialmente archiviata come suicidio nel 2021, è stata ...