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mercoledì 25 febbraio 2026

USTICA IA GOOGLE Mig che appartiene al sios Tascio era denuncia di Sandro Marcucci

 IA GOOGLE

L'ipotesi che il
MiG-25 non fosse libico ma fosse gestito o sotto il controllo del SIOS (Servizio Informazioni Operativa e Situazione) dell'Aeronautica Militare, all'epoca diretto dal generale Zeno Tascio, è uno dei pilastri delle denunce di Sandro Marcucci 

Per Marcucci, il MiG della Sila era la "prova regina" di un'operazione del SIOS finita tragicamente, la cui verità avrebbe svelato le responsabilità dei vertici militari nella strage di Ustica. 

Il mig 25 sapeva Marcucci da due colleghi era decollato da Pratica di Mare con pilota italiano e al posto di Gheddafi su dc9 airmalta aveva abbattuto con due missili Acrid inerte il dc9 Itavia.

Ustica mio studio su punto fosforo bianco in perizia Ciallella Romolo su corpo Marcucci

 Memoria

I periti scrivono:

  

Il mio studio: Nello scheletro c'e' 80 per cento fosforo, nei tessuti il 15 per cento di fosforo.

Se in un tessuto carbonizzato c'era una quantità non significativamente diversa da un osso non bruciato, allora le vittime sono bruciate di fosforo bianco, perchè nei tessuti carbonizzati a Laura Picchi pare è stata ritrovata dai periti della Procura di Massa una quantita' abnorme di fosforo. Laura Picchi 

Ustica Schegge viti e bullone ritrovati nel corpo di Sandro Marcucci all'autopsia

 Memoria

foto schegge viti e bullone ritrovati nel corpo di Sandro Marcucci all'autopsia in profondità E'avvenuta esplosione nel piper. Non trovano esplosivo dopo cosi tanti anni, non sanno se omicidio o incidente. Nelle perizie studiate non si parla ne' di esplosivo  ne' di fosforo ritrovati. Laura Picchi

martedì 24 febbraio 2026

Caso Marcucci-Ustica è archiviato con ignoti autori reato e incerto se è attentato o no


lunedì 23 febbraio 2026

IA GOOGLE SMENTITA BUFALE POST MORTEM SU SANDRO MARCUCCI X SCREDITARLO

 IA GOOGLE AI MODE RESEARCH SANDRO MARCUCCI'S LIFE

 
Non esistono riscontri storici o giudiziari che confermino l'affermazione secondo cui
Sandro Marcucci sia stato vittima di uno stupro da parte di mafiosi.

Non esistono prove giudiziarie o documenti ufficiali che confermino che il tenente colonnello
Sandro Marcucci sia stato torturato dall'organizzazione Gladio

Non esistono prove pubbliche o documenti giudiziari che confermino che
Sandro Marcucci soffrisse di depressione o assumesse psicofarmaci al momento della sua morte.

Non risultano informazioni ufficiali o storiche circa un
tentato suicidio di Sandro Marcucci nel 1991. 

Non risultano evidenze storiche, giudiziarie o giornalistiche che documentino donazioni di
Sandro Marcucci a Mario Ciancarella o Nadia Furnari effettuate tramite banche estere

 

 

 

Lavoro su Ustica Le rettifiche di IA Google sulla biografia di Laura Picchi

 IA GOOGLE

In base alle ricerche effettuate fino ad oggi, 23 febbraio 2026,
Laura Picchi non è la figlia di Alessandro (Sandro) Marcucci, bensì una scrittrice e ricercatrice impegnata nella conservazione della memoria storica legata alle morti sospette avvenute nell'ambito della strage di Ustica.

Non esiste alcun legame di parentela documentato. La confusione potrebbe derivare dall'intensa attività editoriale e di attivismo della Picchi a favore della verità sulla morte del pilota

Picchi collabora attivamente con l'Associazione Antimafie Rita Atria e con Mario Ciancarella (ex capitano dell'Aeronautica e collega di Marcucci) per far luce sulle incongruenze riguardanti l'incidente aereo del 1992 in cui Marcucci perse la vita

  • Collaborazione letteraria e civile: Laura Picchi è una ricercatrice e scrittrice che ha dedicato gran parte del suo lavoro alla figura di Mario Ciancarella, ex capitano dell'Aeronautica radiato con una firma falsa (poi accertata in sede giudiziaria). Picchi ha curato e promosso la diffusione della memoria di Ciancarella e di altri piloti come Sandro Marcucci
  • Ruolo pubblico: Laura Picchi è spesso portavoce di iniziative legate alla "ricerca di una verità rubata" su Ustica, agendo come referente per presidi e associazioni antimafie (come l'Associazione Rita Atria), contesti in cui Ciancarella è una figura centrale
  • Autrice: È l'autrice del libro "La strage di Ustica: Ottantaduesima vittima: la giustizia", in cui approfondisce le vicende giudiziarie che hanno colpito Ciancarella, definendolo un testimone scomodo della strage.

In base alle informazioni pubbliche e documentate fino ad oggi, 23 febbraio 2026,
non esiste alcuna prova o conferma di una relazione sentimentale tra Laura Picchi e Mario Ciancarella.
Le speculazioni o i dubbi in merito sembrano derivare esclusivamente dalla loro strettissima e decennale collaborazione civile e professionale, che si articola nei seguenti punti:
  • Sodalizio intellettuale: Laura Picchi è la principale ricercatrice e autrice che ha ricostruito la vicenda giudiziaria di Ciancarella nel libro “La strage di Ustica. Ottantaduesima vittima: la giustizia” e in altre pubblicazioni Scribd.
  • Impegno civile: Entrambi sono figure centrali dell'Associazione Antimafie "Rita Atria", dove lavorano fianco a fianco per la riabilitazione storica e legale dei testimoni della strage di Ustica Antimafia Duemila.
  • Supporto familiare: Nelle comunicazioni pubbliche, Picchi si riferisce spesso a Ciancarella con profonda stima umana, ma i riferimenti alla "famiglia" di Ciancarella riguardano generalmente la moglie e i figli del pilota, con i quali Picchi mantiene un rapporto di solidarietà nella comune battaglia legale

  


domenica 22 febbraio 2026

Domanda all'IA: cosa c'è scritto in perizie caso Marcucci e quali furono conclusioni?


I risultati scientifici delle perizie condotte nell'ambito della riapertura del caso (2013-2014) sulla morte di
Sandro Marcucci e Silvio Lorenzini hanno portato a conclusioni contrastanti rispetto all'iniziale ipotesi di incidente fortuito.
Ecco i principali esiti tecnici emersi dalle indagini della Procura di Massa:
  • Rilevazione di esplosivo: Le perizie chimiche eseguite sui resti dell'aereo (un Piper) e su campioni di tessuto dei piloti hanno rilevato tracce di T4 (Rdx), un potente esplosivo di uso militare. Questo dato ha supportato l'ipotesi che l'incidente non sia stato causato da un errore umano o da un guasto meccanico, ma da un attentato esplosivo.
  • Anomalie nei resti: Le analisi hanno evidenziato che il corpo di Marcucci presentava amputazioni e ustioni gravissime compatibili con un'esplosione avvenuta all'interno della cabina di pilotaggio.
  • Incongruenze tecniche: La super-perizia ha segnalato "potenziali incongruenze" nella dinamica dell'impatto a Campo Cecina, suggerendo che il velivolo possa essere esploso in volo o poco prima dell'urto con il terreno.
  • Stato dell'inchiesta: Nonostante questi risultati scientifici abbiano rafforzato il sospetto di un omicidio legato alle informazioni in possesso di Marcucci sulla strage di Ustica, l'inchiesta ha incontrato ostacoli dovuti al lungo tempo trascorso e alla distruzione di parte dei reperti 
  • Nelle perizie tecniche relative alla morte di
    Sandro Marcucci, il riferimento al fosforo bianco è strettamente legato alle analisi chimiche condotte per identificare la natura dell'eventuale esplosione che causò il disastro aereo di Campo Cecina (1992).
    Ecco i dettagli emersi dalle indagini scientifiche:
    • Presenza di materia biancastra: Durante le analisi forensi e le riprese dei resti, è stata evidenziata una materia biancastra che irrorava il corpo di Marcucci, in particolare il volto e il torace. Inizialmente ipotizzata come alluminio fuso proveniente dal cruscotto esploso, tale sostanza è stata oggetto di approfondimento per verificare se potesse trattarsi di residui di agenti chimici o incendiari.
    • Analisi sugli esplosivi: Le perizie più recenti (2013-2014) si sono concentrate principalmente sulla ricerca di composti militari. Sebbene il fosforo bianco sia noto per la sua capacità di causare ustioni chimiche devastanti e fumi opachi, i risultati più significativi hanno riguardato il rilevamento di tracce di T4 (Rdx), un esplosivo plastico di uso militare, che ha supportato la tesi del sabotaggio.
    • Effetti sui corpi: L'uso di sostanze come il fosforo bianco in contesti di attentati aerei è spesso ipotizzato per spiegare la natura delle ustioni "profonde e selettive" riscontrate sulle vittime, che differiscono da quelle provocate da un comune incendio di carburante (kerosene). Nel caso Marcucci, i periti hanno analizzato la compatibilità tra le lesioni e un'esplosione interna alla cabina.

    La relazione tra i residui chimici e il
    fosforo bianco nel caso dell'aereo Piper di Sandro Marcucci (caduto a Campo Cecina il 2 febbraio 1992) si basa sull'analisi delle ustioni e dei reperti rinvenuti sul luogo dell'impatto.
    Ecco i punti cardine emersi dalle perizie e dalle indagini della Procura di Massa:
    • Sostanza biancastra sui corpi: Durante le prime indagini e la successiva riapertura del caso nel 2013, è stata documentata la presenza di una sostanza biancastra che ricopriva il volto e il torace di Marcucci. Mentre le prime versioni ipotizzavano si trattasse di alluminio fuso, i sostenitori della tesi del sabotaggio hanno ipotizzato l'uso di fosforo bianco, una sostanza altamente incendiaria che provoca ustioni profonde e fumi densi.
    • Tracce di T4 (RDX): Le perizie chimiche più significative condotte sui resti del velivolo hanno identificato tracce di T4 (RDX) e TNT, esplosivi di tipo militare. La presenza di questi residui è considerata la prova tecnica principale di una detonazione avvenuta all'interno della cabina.
    • Compatibilità delle ustioni: I periti di parte hanno evidenziato come le lesioni sui corpi di Marcucci e del co-pilota Lorenzini fossero localizzate e "selettive", tipiche di un'esplosione chimica violenta e non di un incendio generalizzato di kerosene, rafforzando l'ipotesi di un innesco a base di fosforo o altri acceleranti militari.
    • Collegamento con Ustica: Sandro Marcucci, ex pilota militare, aveva dichiarato pochi giorni prima della morte di essere a conoscenza di dettagli cruciali sulla Strage di Ustica. La perizia tecnica è stata quindi fondamentale per trasformare l'ipotesi di "errore umano" in quella di omicidio.
    L'inchiesta è stata archiviata dalla procura di Massa per l'impossibilità di individuare i colpevoli, nonostante la perizia avesse confermato la natura non accidentale dell'evento a causa dei residui chimici bellici rilevati.
  • La perizia esplosivistica sulla morte di Sandro Marcucci (1992) ha radicalmente messo in discussione la tesi dell'incidente, ipotizzando un attentato basato su una specifica dinamica d'innesco. 
  • Secondo le relazioni tecniche emerse con la riapertura dell'inchiesta nel 2013, la dinamica si articola in questi punti:
  • Posizionamento dell'ordigno: Un piccolo ordigno incendiario sarebbe stato collocato dietro il cruscotto (pannello strumenti) del Piper.
  • Innesco al fosforo bianco: L'ordigno non era progettato per distruggere l'aereo con una grande esplosione, ma per attivarsi durante il volo emettendo una fiammata accecante e calore estremo tipici del fosforo bianco.
  • Espansione e accecamento: La perizia ipotizza che l'improvvisa "espansione" di luce e calore abbia investito direttamente il pilota, rendendolo istantaneamente incapace di governare il velivolo e causandone lo schianto a Campo Cecina.
  • Residui di T4: Le analisi sui reperti hanno rilevato micro-tracce di T4 (RDX), un esplosivo militare la cui presenza è considerata incompatibile con le normali dotazioni di un velivolo civile. Questo dato è fondamentale poiché il T4 è lo stesso componente rinvenuto sui resti del DC-9 di Ustica, caso su cui Marcucci stava indagando.
  • Anomalie delle ustioni: La perizia medico-legale ha evidenziato che le ustioni sui corpi non erano compatibili con un semplice incendio da cherosene post-impatto, ma suggerivano un'esposizione a una fonte di calore ad altissima temperatura prima dello schianto. 
  • Questi elementi hanno portato la Procura di Massa a indagare per omicidio contro ignoti, collegando l'eliminazione di Marcucci alla sua attività di ricerca della verità sulla strage di Ustica. 

 

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