La sottoscritta evidentemente è all'oscuro di tante cose, spera che come quando si scrive che sono la figlia di Marcucci sia tutta una bufala di chi gioca con la mia vita e il mio lavoro, se fosse tutto vero ognuno si faccia la propria opinione, noi abbiamo collaborato in silenzio con la Procura di Massa e io non avrei mai pensato online ne' di ritrovarmi figlia di Marcucci ne' online sempre di leggere di un'archiviazione a Massa perchè rimasti ignoti gli autori del reato, con la procura che mi proibisce di leggere semplicemente una richiesta di archiviazione e un'archiviazione, perchè non sono parte del processo, ne' familiare di Marcucci e Lorenzini. Laura Picchi
- Rilevazione di esplosivo: Le perizie chimiche eseguite sui resti dell'aereo (un Piper) e su campioni di tessuto dei piloti hanno rilevato tracce di T4 (Rdx), un potente esplosivo di uso militare. Questo dato ha supportato l'ipotesi che l'incidente non sia stato causato da un errore umano o da un guasto meccanico, ma da un attentato esplosivo.
- Anomalie nei resti: Le analisi hanno evidenziato che il corpo di Marcucci presentava amputazioni e ustioni gravissime compatibili con un'esplosione avvenuta all'interno della cabina di pilotaggio.
- Incongruenze tecniche: La super-perizia ha segnalato "potenziali incongruenze" nella dinamica dell'impatto a Campo Cecina, suggerendo che il velivolo possa essere esploso in volo o poco prima dell'urto con il terreno.
- Stato dell'inchiesta: Nonostante questi risultati scientifici abbiano rafforzato il sospetto di un omicidio legato alle informazioni in possesso di Marcucci sulla strage di Ustica, l'inchiesta ha incontrato ostacoli dovuti al lungo tempo trascorso e alla distruzione di parte dei reperti
- Nelle perizie tecniche relative alla morte diSandro Marcucci, il riferimento al fosforo bianco è strettamente legato alle analisi chimiche condotte per identificare la natura dell'eventuale esplosione che causò il disastro aereo di Campo Cecina (1992).Ecco i dettagli emersi dalle indagini scientifiche:
- Presenza di materia biancastra: Durante le analisi forensi e le riprese dei resti, è stata evidenziata una materia biancastra che irrorava il corpo di Marcucci, in particolare il volto e il torace. Inizialmente ipotizzata come alluminio fuso proveniente dal cruscotto esploso, tale sostanza è stata oggetto di approfondimento per verificare se potesse trattarsi di residui di agenti chimici o incendiari.
- Analisi sugli esplosivi: Le perizie più recenti (2013-2014) si sono concentrate principalmente sulla ricerca di composti militari. Sebbene il fosforo bianco sia noto per la sua capacità di causare ustioni chimiche devastanti e fumi opachi, i risultati più significativi hanno riguardato il rilevamento di tracce di T4 (Rdx), un esplosivo plastico di uso militare, che ha supportato la tesi del sabotaggio.
- Effetti sui corpi: L'uso di sostanze come il fosforo bianco in contesti di attentati aerei è spesso ipotizzato per spiegare la natura delle ustioni "profonde e selettive" riscontrate sulle vittime, che differiscono da quelle provocate da un comune incendio di carburante (kerosene). Nel caso Marcucci, i periti hanno analizzato la compatibilità tra le lesioni e un'esplosione interna alla cabina.
La relazione tra i residui chimici e ilfosforo bianco nel caso dell'aereo Piper di Sandro Marcucci (caduto a Campo Cecina il 2 febbraio 1992) si basa sull'analisi delle ustioni e dei reperti rinvenuti sul luogo dell'impatto.Ecco i punti cardine emersi dalle perizie e dalle indagini della Procura di Massa:- Sostanza biancastra sui corpi: Durante le prime indagini e la successiva riapertura del caso nel 2013, è stata documentata la presenza di una sostanza biancastra che ricopriva il volto e il torace di Marcucci. Mentre le prime versioni ipotizzavano si trattasse di alluminio fuso, i sostenitori della tesi del sabotaggio hanno ipotizzato l'uso di fosforo bianco, una sostanza altamente incendiaria che provoca ustioni profonde e fumi densi.
- Tracce di T4 (RDX): Le perizie chimiche più significative condotte sui resti del velivolo hanno identificato tracce di T4 (RDX) e TNT, esplosivi di tipo militare. La presenza di questi residui è considerata la prova tecnica principale di una detonazione avvenuta all'interno della cabina.
- Compatibilità delle ustioni: I periti di parte hanno evidenziato come le lesioni sui corpi di Marcucci e del co-pilota Lorenzini fossero localizzate e "selettive", tipiche di un'esplosione chimica violenta e non di un incendio generalizzato di kerosene, rafforzando l'ipotesi di un innesco a base di fosforo o altri acceleranti militari.
- Collegamento con Ustica: Sandro Marcucci, ex pilota militare, aveva dichiarato pochi giorni prima della morte di essere a conoscenza di dettagli cruciali sulla Strage di Ustica. La perizia tecnica è stata quindi fondamentale per trasformare l'ipotesi di "errore umano" in quella di omicidio.
L'inchiesta è stata archiviata dalla procura di Massa per l'impossibilità di individuare i colpevoli, nonostante la perizia avesse confermato la natura non accidentale dell'evento a causa dei residui chimici bellici rilevati.
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