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martedì 14 aprile 2026

Il livello umano di Marcucci: le sue lacrime con Ciancarella mai indagato il perchè

 Da Impossibile Pentirsi

Una lunga e buia parentesi, nella quale ci portammo dentro le nostre convinzioni senza poter
fare altro che confrontarle quotidianamente con la vita cui ci eravamo condannati. Io almeno
avevo ancora, in quel momento, la solidale unità della famiglia. Sandro ebbe alla fine del suo
calvario giudiziario e disciplinare il crollo del figliolo che divenne anoressico per qualche tempo.
Un tempo che sembrò infinito. Un tempo sufficiente a creare uno stato di sofferenza e di
conflitto che non si sapeva dove e partendo da chi si potesse cercare di sanarlo. Sandro viveva
una serie continua ed irrisolta di sensi di colpa, che avrebbero distrutto e frantumato anche una
roccia di granito.
Se mi si avvicinava sentiva di mettere a rischio ancora ed ulteriormente il delicato equilibrio
familiare, e di accrescere la solitudine ed il senso di abbandono e insicurezza del figliolo. Se si
riaccostava a loro sentiva di tradire i valori alti che lo animavano ed i compagni rimasti per
strada e quelle vittime della strage che lui aveva sempre davanti. E lamentava allora le
"esigenze piccolo borghesi" cui lo costringeva la pace familiare. Ma subito dopo si vergognava
di quelle accuse lanciate ai suoi e ricordava quanto fosse grande la loro sofferenza di cui erano
responsabili Tascio ed i gaglioffi a lui pari.
E crollava spesso a piangere, e poi mi chiedeva di non dirlo, che aveva pianto, mentre ci
asciugavamo le lacrime che entrambi non avevamo saputo trattenere. Anch'io, che pure ero
molto più cinico di lui. Aveva anche cercato una soluzione diversa in una Compagnia di volo
Svizzera. Ma era destino che tornasse là dove sentiva di essere chiamato, per morirvi, anche
se non lo avrebbe mai voluto, amante della vita com'era.

1987 Come e perchè riparte la nostra indagine. Il Vescovo Giuliano Agresti.
Tutto precipitò improvvisamente agli inizi del 1987. Venne a trovarmi a Lucca, dove avevo una
piccola Libreria. Venne con Maresa, lucido, carico e quasi felice come ai tempi andati. Maresa
si allontanò per fare compere. La sua folle determinazione me la rivelò poi, quando restammo
soli, davanti ad un caffè. "Noi non possiamo arrenderci, Mario. Non dobbiamo arrenderci.
Dovesse essere l'ultima cosa che faremo noi abbiamo il dovere di dimostrare che fino in fondo
abbiamo mantenuto fedeltà al giuramento prestato ed all'onore della nostra professione. Noi
siamo Ufficiali di questo Paese, Mario, lo saremo sempre. Non importa se voliamo ancora e su
quali aerei voliamo o se tu stai dietro quel banco di libraio. Noi siamo Ufficiali, ed abbiamo
lavorato con onore anche a costo delle nostre carriere. Ma i nostri figli hanno diritto ad una
verità che è la sola cosa che può riscattare la nostra storia. Soprattutto la tua che è stata
calpestata con tanta ignobiltà. Noi dobbiamo tornare a lavorare su Ustica, dobbiamo arrivare a
dare una soluzione certa ad un giudice, dobbiamo rendere pubbliche le nostre indagini. E alla
fine dovremo poter consegnare ai nostri figli un senso di orgoglio e nobiltà per quello che
abbiamo accettato di vivere per essere fedeli ai nostri compiti."
Ma non avevo voglia di ascoltarlo. Nè di seguirlo. Mi tormentai qualche giorno, sapendo che
aveva ragione, ma mi dicevo che nulla di ciò che avremmo potuto fare avrebbe dato altri frutti
se non quelli di rinnovare ansia e sofferenza. Chi ci avrebbe potuto dare ragione o solo ascolto,
dopo quello che i Rappresentanti del Parlamento mi avevano fatto, e dopo l'indifferenza ad ogni
riflessione sulle nostre vicende che avevamo loro proposto, non per noi stessi, ma per la
sicurezza e la garanzia del Paese?
Infine, in una delle sue successive visite, Sandro mi chiese: "Hai dunque perso fiducia nella
Aeronautica per i delinquenti che vi abbiamo incontrato? Hai forse perso allora fiducia anche nel
Vangelo per i cialtroni che possiamo trovare tra i credenti? Hai forse perso fiducia in questo
Paese solo perchè sembra che la Mafia e la corruzione abbiano il dominio su tutto e su tutti? Se
è così, va bene, basta! Non ne parliamo più. Ma tu sai che non è così. Ogni parola ogni azione
che stai ancora facendo dice che non è così. E allora se non vuoi che i nostri figli credano che i
potenti possono gestire impunemente la loro forza, senza ricevere nessun contrasto, alzati e
torniamo a fare ciò che dobbiamo fare. Questo non significa abbandonare quello che stiamo
facendo per ricostruire un po' di serenità. Abbiamo tutto il tempo e nessuno che ci corra dietro.
Ma non possiamo tradire proprio ora il compito che ci è stato dato e che ci siamo assunti." 

 

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