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giovedì 30 aprile 2026

Ustica I piloti militari italiani contractor in Libia in contatto col Sios di Tascio

 

Negli anni '80, il fenomeno dei piloti "contractor" che facevano la spola tra l'Italia e la Libia è stato un elemento centrale e controverso della geopolitica mediterranea, strettamente intrecciato con misteri nazionali come la Strage di Ustica.
Si trattava di ex piloti dell'Aeronautica Militare Italiana che, dopo il congedo, venivano reclutati per addestrare i piloti di Gheddafi, spesso operando in una zona d'ombra tra il lavoro privato e il monitoraggio dei servizi segreti.

🛩️ I "Contractor" e il ponte aereo segreto
Molti di questi piloti erano istruttori di volo esperti, reclutati per la loro familiarità con velivoli italiani venduti in massa alla Libia, come l'SF-260 della SIAI-Marchetti.
  • Reclutamento: Venivano attratti da stipendi altissimi (spesso pagati in dollari su conti esteri) e operavano tramite società di copertura o contratti diretti con il ministero della Difesa libico.
  • La Spola: I piloti viaggiavano frequentemente tra l'Italia e basi libiche come Zawia, Sebha o Misurata. Alcuni utilizzavano voli di linea, altri piccoli aerei privati che percorrevano rotte "non ufficiali".
  • Il Ruolo Militare: Sebbene formalmente civili, molti di loro erano ancora in contatto con il SIOS (Servizio Informazioni Operative e Situazione) dell'Aeronautica Militare, fungendo da informatori sulle capacità belliche libiche.

🔍 Il legame con Ustica (27 giugno 1980)
La figura dei contractor è emersa con forza nelle inchieste del giudice Rosario Priore sulla strage del DC-9 Itavia.
  1. I Corridoi Segreti: Si ipotizzava l'esistenza di un "ponte aereo" non dichiarato tra la Sicilia e la Libia, usato per trasferire piloti, pezzi di ricambio e persino caccia (come i MiG libici) che si accodavano ai voli civili per sfuggire ai radar NATO.
  2. Testimonianze: Diversi piloti civili e istruttori hanno confermato che nel 1980 era comune vedere aerei libici "ombreggiare" i voli commerciali italiani lungo la rotta Ambra 13 (quella di Ustica).
  3. Il MiG-23 di Castelsilano: Il ritrovamento di un caccia libico in Calabria pochi giorni dopo la strage (ufficialmente il 18 luglio, ma forse prima) ha alimentato il sospetto che quel velivolo facesse parte di una missione di scorta o trasferimento fallita.

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