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lunedì 31 marzo 2025

Delle Chiaie le stragi la polizia Lettera di Giovanni Spampinato 5 aprile 1972

Lettera di Giovanni Spampinato – documento scaricato da http://antimafia.altervista.org Ragusa, 5 aprile 1972 Una serie di considerazioni su alcuni recenti fatti avvenuti nelle province di Ragusa e Siracusa, fatti che ben si inquadrano in una ripresa, se mai c'è stata interruzione, della strategia della tensione e della provocazione iniziata con la lunghissima serie di attentati che costellò l'intero 1969, e che culminò con la strage di Piazza Fontana, mi fa ritenere che nella Sicilia sud-orientale elementi neofascisti stanno preparando le condizioni per una grossa provocazione contro la classe operaia e la sinistra in genere. Gli elementi, fra i quali fanno spicco alcuni criminali come Delle Chiaie e Quintavalle, si muovono in modo tale da scaricare sistematicamente le responsabilità delle loro azioni terroristiche sui militanti della cosiddetta sinistra extraparlamentare, nel chiaro intento di coinvolgere almeno a livello psicologico l'intera sinistra di classe e di far degenerare la campagna elettorale. In questo senso va vista la bottiglia incendiaria posta dagli stessi fascisti vicino alla sede ragusana della CISNAL, che ne ha semplicemente annerito la porta. In questo senso va vista la sapiente distribuzione delle bombe di Siracusa, per le quali solo degli ingenui o persone in mala fede potevano non dare la responsabilità ai fascisti. In questa strategia, un ruolo ben preciso svolge la Polizia, che obbedendo, oltre che alla sua naturale vocazione nostalgica, a precise direttive del Ministero degli Interni, dirige sistematicamente le sue indagini a sinistra, ignorando perfino l'evidenza dei fatti e, quando non può fare questo (come nel caso di Comiso) minimizza e dice che non è successo niente. L'interesse della polizia e del governo è evidentemente quello di strumentalizzare ogni disordine e ogni attentato per avvalorare la tesi che occorre rafforzare la D.C., garantire contro gli opposti estremismi. Ma sarebbe estremamente pericoloso che il P.C.I. cadesse in questo abile gioco, e non denunciasse la reale matrice degli attentati e il disegno politico che vi sta dietro. Per questo ho deciso di rivolgermi direttamente agli organismi del partito per esporre ciò di cui sono venuto a conoscenza negli ultimi mesi, svolgendo inchieste e indagini per "L'Ora". Ritengo infatti mio dovere di militante portare questi fatti e le ipotesi legittime che su essi si possono fare, e mi sono fatto, anche se a qualcuno potranno sembrare azzardate e farneticanti. Vorrei che non si ripetessero errori che sono stati fatti in passato (mi riferisco in particolare alle rivelazioni dell'avv. Ambrosini). I fatti brevemente possono essere così riassunti. A gennaio è stata segnalata a Ragusa la presenza di Stefano Delle Chiaie, uno dei principali esponenti del neofascismo terroristico degli ultimi 15 anni, implicato fino al collo negli attentati del dicembre '69, imputato latitante al processo Valpreda per falsa testimonianza (ha fornito l'alibi al fascista Merlino, infiltrato nel circolo anarchico "22 marzo"). Il Delle Chiaie è il principale teorico della strategia della provocazione e della infiltrazione nei gruppetti di sinistra. Tra le altre sue imprese, numerosi attentati dinamitardi (viene chiamato oltre che "Caccola", "il bombardiere"), alcuni dei quali in sedi fasciste. La Squadra Politica di Ragusa ha dichiarato di non conoscerlo, di non sapere se è anarchico o fascista, di non avere mai avuto sue foto. Il Delle Chiaie è stato visto a Ragusa in compagnia di Cilia, oltre che di Vittorio Quintavalle, già appartenente alla X Mas di Valerio Borghese (responsabile di 800 omicidi di partigiani, donne e bambini). Il Quintavalle, che è stato a Ragusa per diverse settimane a partire da Natale (e c'era stato già prima in occasione di altre campagne elettorali) è ripartito precipitosamente per Roma nonostante avesse affittato un appartamento a Ragusa, in seguito alla pubblicazione di notizie che lo riguardavano su "L'Ora". Il Quintavalle è stato subito interrogato dai Carabinieri in merito al delitto Tumino, e la sua abitazione è stata perquisita. Il figlio Giulio di 16 anni, anch'egli ospite per alcuni giorni a Ragusa, tentò una maldestra infiltrazione fra gli anarchici. Ma subito individuato, desistette dal tentativo. La preoccupazione del Q. si nota anche in una lettera inviata a "Paese Sera", che aveva ripreso la notizia, dal figlio Giulio, che sosteneva di non avere politicamente niente a che vedere col padre fascista. La lettera è stata scritta da qualcuno che sapeva il fatto suo, e non da Giulio. In merito al delitto Tumino, si impongono alcune considerazioni, prima fra tutte quella che da oltre 5 settimane dal crimine le indagini condotte dai Carabinieri per conto del Procuratore della Repubblica, sono insabbiate, il Tumino era coinvolto in traffici non chiari di oggetti d'arte. Negli stessi traffici sembra sia coinvolto anche l'on. Cilia. Ancora oggi pesano gravi sospetti su Roberto Campria, figlio del giudice. Le indagini sono state condotte in una strana maniera. La stampa, dopo la prima settimana, ha taciuto. Su Salvatore Cilia è necessario dire qualcosa di più di quello che già si sa. Il "pidocchioso" è in relazione con Valerio Borghese almeno dal 1954, quando Borghese firmò una dedica al libro di Cilia Non si parte ("A te, valoroso combattente, ieri con le armi oggi con la penna ..."). A cavallo fra gli anni 50 e gli anni 60, Cilia era vicinissimo ad organizzazioni estremistiche di destra come Ordine Nuovo, Avanguardia Nazionale; già da allora (il periodo in cui, fuori dal MSI, Cilia creò l'OAS, Organizzazione Autonoma Studentesca) Cilia doveva avere rapporti camerateschi con Delle Chiaie e Rauti. Cilia è strettamente legato ai neofascisti siracusani (ha tra l'altro salvato dalla bancarotta il settimanale fascista "L'Aretuseo"). A Siracusa c'era un consistente gruppo di Ordine Nuovo, che passò in blocco nel MSI nel novembre del 69, insieme con Pino Rauti. Fra questi, Giuseppe Spataro è stato nello stesso '69 cooptato nel Comitato Centrale del MSI. Alcuni di ON di Siracusa hanno partecipato nel 68 al viaggio in Grecia organizzato da Mario. Il 13 e 14 marzo a Siracusa sono esplose due bombe ad alto potenziale, una all'Ufficio di Collocamento e un'altra alla CGIL. Quest'ultima solo per un caso non ha provocato una strage. la Polizia immediatamente diresse le indagini sul gruppo di Lotta Continua, nonostante l'opinione pubblica fosse concorde nel denunciare la matrice fascista. Pochi giorni prima avevo dato notizia su "L'Ora" di un vasto giro di esplosivi fascisti nella provincia di Ragusa, esplosivi che con ogni probabilità sarebbero stati usati a Siracusa, dove più forti sono le lotte sindacali. Le due bombe erano state precedute da una serie di "botti" inspiegabili, il cui scopo era di preparare l'opinione pubblica ad addossare la responsabilità agli edili disoccupati, che in quei giorni avevano anche occupato il Comune (ma la lotta degli edili era stata vittoriosa). Negli stessi giorni, nella zona industriale gli operai davano vita ad una serie di grandi lotte contro i licenziamenti e contro la politica dei monopoli chimici. Il direttore dei ..., il fascista D'Arò, aveva chiamato la polizia per caricare gli operai della Grandis. La tecnica dello scaricamento delle responsabilità rivela, a mio avviso, la presenza della mano sapiente di Delle Chiaie, e la connivenza della polizia. E che la polizia si stia muovendo per incastrare gli ultrasinistri, al fine di creare confusione e discredito per la sinistra in vista delle elezioni è confermato da altri fatti, che possono sembrare secondari, ma che assumono un senso e un peso se inquadrati nel contesto generale. La Squadra Politica ha messo anche a Ragusa in giro la voce che fra gli anarchici ci sono provocatori dinamitardi. Venerdì 31 marzo a Siracusa, ad un dibattito sulla strage di stato organizzato dagli extraparlamentari del Soccorso Rosso, a cui mi sono recato perché mi erano state promesse rivelazioni clamorose, che poi non ci sono state, ho visto un individuo che mi sembrava di conoscere, nonostante l'elegantissimo vestito bleu, l'aria distinta e seria. L'ho osservato da lontano per qualche minutom e infine si è allontanato. Più tardi, quando stavo andando via per tornare a Ragusa, ho visto lo stesso individuo, stavolta con un vestito più dimesso che ben conoscevo, correre verso il cellulare della polizia che stava partendo da una traversa a qualche centinaio di metri dal locale in cui s'era tenuto l dibattito: era il signor Nicotra, agente della Squadra Politica di Ragusa. La polizia tra l'altro era a conoscenza del mio spostamento a Siracusa, essendovi inequivocabilmente accorto, per un inconveniente tecnico, che mentre parlavo con SR il mio telefono era controllato. Questo fatto a mio avviso dimostra che la polizia si muove nella direzione giusta per costruire gli attentati su misura agli extraparlamentari, potrebbe significare, ma questo mi sembra azzardato, che si sta costruendo non so quale provocazione sulla mia persona, dato che negli ultimi tempi sono venuto a conoscenza di fatti gravi, e forse si sospetta che sappia molto di più di quanto non dica. Per concludere, ritengo legittimo sospettare che, da qui alla campagna elettorale, i fascisti stanno preparando qualcosa di grosso, a Ragusa o a Siracusa, forse un attentato criminale di vaste proporzioni. Mi permetto di suggerire: 1°) La massima vigilanza nelle sezioni; 2°) La denuncia in tutte le sedi, riunioni di partito, comizi ecc. della trama nera; 3°) La massima attenzione per questo tipo di notizie. Giovanni Spampinato

Omicidio Giovanni Spampinato il caso non è chiuso

https://www.lasicilia.it/sottile-linea-nera/lombra-del-boss-sanzone-dietro-il-delitto-tumino-il-suo-nome-in-un-appunto-2-2341149/

sabato 29 marzo 2025

Golpe Borghese 1971 I punti del progetto dei golpisti

Determinante è anche un appunto del Borghese, sequestrato net suo studio, nel quale sono in­ dicati le prime programmazioni operati del nuovo regime: 4L 1) Mantenimento dell'attuale impegno militare e finanziario nella NATO e messa a punto di un piano per incrementare la partecipazione italiana all'alleanza 2) Presa di Spagna atlantica. contatto coi governi dello Grecia, Portogallo per stabilire un patto eco nomico-militare di mutua assistenza e di tutela degli interessi nel Mediterraneo.3) Apertura di immediate relazioni diplomatiche colla Rhodesia ed il Sud Africa e avviare preli minari per accordi economico-politici .4) Mantenimento degli impegni presi per la Comu nità Europea in vista di una struttura politica futura nell'ambito del MEC. Revisione tuttavia delle norme comunitarie per quanto riguarda i momenti economici del Mercato Comune.5) Immediata destituzione di tutte Le persona­ lità politiche che svolgono incarichi diploma­ tici nel MEC, Consiglio di Europa, Nato e ONU.6) Adesione aLl'ONU nell'ambito di una revisio ne della partecipazione alla gestione della stes sa organizzazione da parte di un consiglio di nazioni europee.7) Nomina di un inviato speciale (possibilmente diplomatico di carriera) del Presidente con man sioni di contatto diretto e continuo col Presi dente degli-USA allo scopo di concretare con ra pidità i momenti di una partecipazione militare italiana ai problemi del Sud Est Asiatico.8) A mezzo dell'inviato Speciale avviare trattative per la richiesta di un prestito agli USA in dollari per far fronte alla attuale crisi economica (secondo te indicazioni degli esperti finanziari

Golpe Borghese 1971 Proclama di Junio Valerio Borghese

L'auspicata svolta politica, il lungamente atteso "colpo di stato" ha avuto Luogo. La formula politica che per un venticinquennio ci ha governato ha portato l'Italia sull'orlo dello sfacelo economico e morale, ha cessato di esistere.Nelle prossime ore con successivi bollettini, vi verranno indicati i provvedimenti più imme­ diati ed idonei a fronteggiare gli attuali squi libri della Nazione.Le FF.AA., le Forze delL'Ordine, gli uomini più competenti e rappresentativi della Nazione sono con noi; mentre, d'altro canto, possiamo assicu rarvi che gli avversari più pericolosi, quelli, per intendersi, che volevano asservire la Patria allo straniero, sono stati resi inoffensivi. Italiani ,lo Stato che insieme creeremo, sarà un'Italia senza aggettivi nè colori politici; Essa avrà una sola bandiera: il nostro glorioso Tricolore! Soldati di Terra, di Mare e dell'Aria, Forze dell'Ordine, a voi affidiamo la difesa della Pa tria ed il ristabilimento dell'ordine interno. . Non saranno promulgate leggi speciali nè verran no istituiti tribunali speciali; vi chiediamo solo di far rispettare Le leggi vigenti.Da questo momento, nessuno potrà impunemente deridervi, offendervi, ferirvi nello spirito e nel corpo, uccidervi.Nel riconsegnare nelle vostre mani il glorioso TRICOLORE vi invitiamo ad gridare il nostro prorompente inno d'amore: ITALIA ITALIA VIVA L'ITALIA.

venerdì 28 marzo 2025

Piazza fontana 2004 Rognoni ammette di essere a Piazza Fontana la sera 12-12- 1969 ....

Rognoni aveva tenuto un atteggiamento lineare e collaborativo (ammissione di essere stato avvisato della presenza di microspie da Azzi; di avere incontrato, da latitante a Madrid, Zorzi e Maggi nonché Dedemo e Digilio; di essersi trovato a piazza Fontana la sera del 12.12.1969) Il collaborativo Rognoni mica ha detto confermando Laura Picchi che era il passeggero di Rolandi con la borsa con la bomba dentro che vendevano non solo a Padova, ma anche a Milano. Infatti è stato Rognoni assolto, collaborativo ma non fesso. Per Laura Picchi è corretta per Rognoni la sentenza di primo grado 2001, non quella 2004 e Cassazione 2005 Laura Picchi

Prima Strage Piazza Fontana Napolitano Camera 29 aprile 1969

La situazione è torbida, onorevoli colle- ghi ; evidenti sono le spinte repressive e rea- zionarie, le provocazioni e gli intrighi che partono da determinati ambienti delle class i dirigenti e dell ' apparato dello Stato . Non è facile dire dove queste spinte possano in ul- tima istanza condurre . Non si tratta di intes- sere romanzi, come talvolta ci si accusa di fare, su presunti pericoli di colpi di Stato . Si tratta di guardare in faccia a quel che di torbido e pericoloso vi è nella situazione e di intervenire con decisione, facendo appello , tra l'altro, a quelle forze legate agli ideali della Resistenza, lealmente impegnate a di - fendere la Costituzione, che esistono in ogni settore dell'apparato statale, anche se spesso sono mortificate e scavalcate dagli elementi più reazionari che si annidano nei diversi corpi dell'organizzazione dello Stato . Guardare in faccia a quel che di torbido e pericoloso (pericoloso per lo stesso avveni- re democratico del nostro paese) vi è nella situazione anche in rapporto a disegni ed in- trighi autoritari che possono concepirsi ol- treoceano, in ambienti politici, militari e spionistici americani, e procedere per i ca- nali della NATO, di quella organizzazion e dell ' alleanza atlantica che noi denunciamo come fonte permanente di limitazione e di insidia per la sovranità e lo sviluppo demo- cratico del nostro paese . Il giornale del partito socialista ha pub- blicato mercoledì l ' articolo di un esponent e della resistenza greca, Nicola Nicolaidis : tra l ' altro, vi si cita l'articolo di una rivista americana in cui si sostiene che, per la co- stante tendenza dell'elettorato italiano a spo- starsi a sinistra, molti osservatori d ' oltreocea- no ritengono giunto il momento di creare a Roma un governo simile a quello della Gre- cia . Saremmo curiosi di sapere se l ' onore- vole Nenni, ministro degli esteri, ha fatto qualche passo per appurare chi siano i ver i ispiratori delle notizie riportate da questa ri- vista americana e per protestare per la pub- blicazione di simili articoli su riviste che s i dicono legate al Pentagono e alla CIA .

1991 Generale Aloja sulla strage di Piazza fontana e seconda ipotesi su vero assassino

p 330 Sentenza ordinanza Meroni 1995 Procura Milano Il giornalista Gianni CIPRIANI, autore con il fratello Antonio del libro "Sovranità limitata - storia dell'eversione atlantica in Italia" pubblicato nel 1991, riporta a pagina 121 una confidenza fatta dal generale ALOJA, Capo di Stato Maggiore della Difesa alla fine degli anni '60, ad un alto ufficiale del medesimo ambiente assai significativa: "L'attentato di Piazza Fontana è stato in qualche modo organizzato dall'Ufficio Affari Riservati del Ministero dell'Interno. Il S.I.D. si adoperò per coprire tutto". Non si puo' scartare con quel che dice Aloja che anche il Rognoni il Maggi e lo Zorzi erano da assolvere per la strage di Piazza Fontana e Pinelli poteva sapere che Ippolito Salvatore infiltrato nel circolo 22 marzo potrebbe essere il vero assassino il 12 dicembre 1969 a Milano. Laura Picchi è per la tesi: Mario Merlino esecutore attentato a Roma , Ippolito Strage Piazza Fontana, Mandanti Ufficio affari riservati Ministero interno Delle Chiaie e Aginter Press per fare la lotta anticomunista in Italia con gli Usa, depistaggi: servizio informazione difesa e P2 Gelli. Laura Picchi

giovedì 27 marzo 2025

Piazza Fontana 1984 Rino Formica e la sovranità limitata italiana

29 12 1984 Repubblica Rino Formica: Noi non abbiamo un sistema di sicurezza nazionale capace di opporsi a questi avvertimenti I nostri servizi di sicurezza sono insufficienti perchè cosi li hanno voluti gli accordi internazionali. Non difendono l'Italia perchè non debbono difenderla. Sono funzionali alla nostra condizione di inferiorità. La sovranità limitata italiana è riscontrabile nel momento in cui gli interessi del nostro Paese non coincidevano con quelli di potenze estere, bastava analizzare i fatti. Laura Picchi

Piazza Fontana Il neofascista Rognoni anche se assolto è l'assassino?

Dal libro la Strage di Stato si apprende che Ippolito informa i superiori del viaggio di Valpreda a Milano il 12 dicembre 1969: “Ippolito almeno da fine novembre sapeva che il ballerino stava per andare nel capoluogo lombardo…[…] …L’11 dicembre, Ippolito era nella sede del circolo «22 marzo» quando Emilio Bagnoli riferì a Umberto Macoratti che Valpreda era appena partito per Milano con la sua Fiat 500. Ippolito telefonò immediatamente al suo capo, il commissario Domenico Spinella. Che fosse lui la fonte della prima segnalazione lo dirà il questore di Roma, Parlato, durante la conferenza stampa dopo il riconoscimento di Valpreda, il 16 dicembre. Naturalmente senza rivelare che si trattava di un poliziotto infiltrato nel gruppo anarchico. La polizia seppe quindi da subito che quella testa calda di Valpreda era a Milano: non dovette attendere soffiate o indicazioni esterne.” Bisognava trovare qualcuno che facesse la parte di Valpreda:
Guardate la foto di Giancarlo Rognoni e ripensate a Rolandi che dice il mio passeggero aveva il volto piu' scavato di Valpreda:
Per Laura Picchi c'era Rognoni sul taxi di Rolandi, assolto dalla Cassazione nel 2005. Laura Picchi

Piazza Fontana Cassazione 1987 Freda e Ventura fu giusto assolverli?

Laura Picchi condivide il giudizio della Cassazione 1987 per insufficienza meglio assenza di prove del Ventura Giovanni, del Freda, del Giannettini, del Merlino, del Valpreda, del Borghese, del Gargamelli e del Pozzan relativamente al reato di strage. Dopo attenta lettura delle sentenze nessuno di questi c'è prova alcuna che abbia commesso la strage di Piazza Fontana. Il Merlino si ritiene potrebbe aver commesso gli attentati del 12 dicembre 1969 a Roma come infiltrato neofascista tra gli anarchici su ordine di Delle Chiaie e col mandante di Aginter Press di Guerin Serac. Laura Picchi

Piazza fontana il possibile movente dell'omicidio di Giuseppe Pinelli

Come scrisse Paese sera il 9 maggio 1974 Ippolito nervoso e insicuro si contraddice e non porta prove della colpevolezza di Pinelli e Valpreda. Lui era al Circolo 22 marzo al momento della strage di Piazza Fontana o dov'era? Che sapeva Pinelli? Qual'è il movente del suo possibile omicidio? Sapeva troppo su Ippolito? Qui l'articolo di Paese sera https://stragedistato.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/07/1974-05-9-paese-sera-si-contraddice-lagente-spia.jpg Qui l'interrogatorio di Ippolito: 8 maggio 1974 Catanzaro – interrogatorio in aula di Salvatore Ippolito (poliziotto infiltrato nel 22 marzo) by stragedistato 8 maggio 1974 Catanzaro - Salvatore Ippolito DR: Ebbi incarico dal dott. Spinella, nonostante che in un primo tempo avessi cercato di non accettare l’incarico, di avvicinare il gruppo degli anarchici in occasione della annunciate venuta a Roma dell’anarchico Ivo Della Savia. Riuscii ad entrare nel circolo Bakunin avendo conosciuto e fatto amicizia con Mander, Borghese ed altri giovani che frequentavano tale circolo. Mander, Valpreda ed altri furono i provocatori della scissione, benché poi il Mander continuò a frequentare il Circolo Bakunin. La posizione di Merlino era quella di uno fra i più assidui frequentatori, anche per la sua preparazione. Il Merlino fu accusato che faceva parte di altro gruppo “il 22 marzo” . Dopo alcuni episodi (fermo degli appartenenti al gruppo sito nel negozio di Ivo Della Savia) cominciarono a predisporsi riunioni particolari alle quali non ho mai partecipato e che si svolgevano in Trastevere in una casa che mi era stato detto era stata presa in affitto dal Macoratti, ma non credo che questi vi abitasse. DR: Non sono in grado di dire chi partecipasse a queste riunioni, certamente Di Cola, Valpreda, Borghese e lo stesso Macoratti; non sono in grado di ricordare altri nomi perchè queste erano notizie che mi venivano riferite. DR: Talvolta vi erano delle riunioni anche in via del Boschetto (negozio del Della Savia e Valpreda) ed a queste qualche volta ho partecipato anche io. DR: Non so se vi erano altri luoghi di riunione particolari e non sono in grado di riferire la frequenza di tali riunioni. DR: Frequentavo con una certa assiduità la sede del 22 marzo, ma non quotidianamente. DR: Ebbi dei sospetti di essere sospettato prima della scissione in quanto tale Antonelli, moglie di Coari Raniero, che era una delle responsabili del Bakunin mi fece delle strane domande specifiche, quanto la polizia mi dava, se mi pagava ecc… Ma successivamente ricevetti comunicazioni del Borghese che mi tranquillizzarono. DR: La sera dell 18/11 partecipai ad una riunione nel Circolo 22 marzo ed in quell’occasione, presenti Valpreda e Bagnoli, arrivò Merlino il quale ci chiese cosa bisognava fare il giorno successivo. Egli disse:«Avete preparato della roba?» il Valpreda R:«Caso mai ci si pensa domattina»; il Borghese aggiunse :«La benzina la si può prelevare nelle macchina di Piero o di Andrea». Oltre me vi erano: Merlino, Valpreda, Borgese e Bagnoli, a questa riunione; non ricordo che vi erano presenti anche altri ma non lo escludo. Pubblicità Impostazioni sulla privacy DR: La sede di via del Governo Vecchio non era arredata nel senso che non vi erano comodità, ma solo un tavolo, una brandina e qualche sgabello ed anche la luce l’avevamo derivata da uno scantinato accanto. In un secondo tempo, per incarico del Valpreda portai altra brandina e dei materassi cioè della roba che aveva nel quartiere di Prato rotondo DR: L’unico contatto con l’Ufficio Politico della Questura era telefonico, non ho mai redatto rapporti. DR: Parlavo sempre con dott. Spinella, due volte parlai col dott. Giacchi ed una col dott. Improta, anzi prima telefonai e poi ci incontrammo, altra volta parlai col dott. Provenza ed altra ancora col dott Noce DR: In occasione di una protesta davanti carcere di Regina Coeli, Mander mi diede due fiaschi vuoti con uno straccio che dovevano essere riempiti di benzina ed usati come bombe molotov. Al di fuori di tali materiali esplodenti non ho mai visto altro in possesso degli appartenenti al gruppo, però come ho riferito nelle deposizioni alle quali mi riporto e che confermo, ne ho sentito parlare. DR: Il gruppo doveva partecipare alla manifestazione per la casa ma fu bloccato dalla polizia, come ho riferito in precedenza; partecipò alla manifestazione per il Vietnam, a quella dei metalmeccanici, ma per per ogni particolare mi riporto a quanto dichiarato in precedenza. DR: Non andai al convegno degli anarchici di Carrara né ricordo quali del gruppo vi andarono DR: A quanto mi risulta non posso affermare che Gargamelli ha partecipato alle azioni programmate dal gruppo 22 marzo; certamente non ricordo di averlo visto, se si eccettua una sola volta, ma neppure sono sicuro, ho il dubbio se poteva essere lui o Di Cola. DR: Mi trovai per caso presente alla conferenza del Cobra e mi ci trattenni dal principio alla fine, ma non sono in grado di dire quali degli appartenenti al gruppo 22 marzo sia stato presente dal principio alla fine: certamente fu sempre presente Bagnoli e Macoratti che però si allontanò poco prima della fine. DR: Io ero in fondo alla sala, quasi vicino al conferenziere, lateralmente ad esso, ma comunque non sono stato sempre fermo allo stesso posto; mi era facile vedere l’ingresso e, come ho riferito, ricordo che vidi arrivare il Mander e andar via il Macoratti. A questo punto, sull’accordo delle parti si procede alla lettura delle deposizioni rese dal teste in fase istruttoria. DR: Aggiungo che in occasione della manifestazione dei metalmeccanici (fal. 103 retro) io la sera mi accompagnai sino alla sede del Messagero non solo col Bagnoli ma anche col Borghese. Ricordo l’episodio in quanto nell’occasione mi congedai temporaneamente da loro per andare in una toilette di un bar. In effetti io dal bar stesso telefonai in ufficio. A domanda dell’avv. Martorelli: Durante la suddetta manifestazione io mi limitavo a seguire il gruppo senza apportare alcun contributo A domanda dell’avv.Gargiulo: Parlando di lavoro saltuario a proposito delle lampade, intendevo dire che Valpreda e Della Savia lavoravano poche ore al giorno e non tutti i giorni. Successivamente alla partenza del Della Savia mi sono recato altre volte nel locale di via del Boschetto: nel locale vi erano delle cassette contenenti vetri, qualche lampada, qualche sedia e di più non sono in grado di precisare, anche perchè non c’era la luce. A mia domanda Bagnoli rispose che la conferenza del Cobra si teneva nella sede del 22 marzo dicendo che aveva cambiato idea. Valpreda lasciò il Bakunin, a quanto ricordo, per dissenzi avuti con alcuni dirigenti della FAI con i quali, se non erro, venne a vie di fatto A domanda del PM: Valpreda aveva contatti anche con altri gruppi della sinistra e ciò posso affermare in quanto egli mi disse che aveva bisogno di soldi per mantenere collegamenti con gruppi anche al di fuori di Roma. Posso aggiungere che la sera del 10/12 prima di partire per Milano si incontrò con rappresentanti di un gruppo di sinistra che non so precisare. Ero presente quando egli parlò con alcune persone, ma non sentii cosa dicessero. Ciò avvenne in una specie di teatro nei pressi di Piazza Navona ove io mi recai col Valpreda, col Fascetti e col Bagnoli. Qui incontrarono quattro-cinque persone tra cui una donna. Non sentii nulla di quello che dicevano. Pubblicità Impostazioni sulla privacy Nel pomeriggio il Valpreda disse che si doveva avere questo incontro con elementi di sinistra e fummo designati Fascetti ed io. All’ultimo momento, dopo la cena, si aggiunse anche Valpreda. Prima di recarci alla riunione ebbi una telefonata di Fascetti che mi invitò nella pizzeria ove trovai Rossana Rovere, Valpreda, Bagnoli, Fascetti e forse qualche altro. Dopo aver mangiato la pizza il Fascetti ed io, col Valpreda, ci recammo alla riunione. Contestata la circostanza al Valpreda lo stesso R: E’ vero con Fascetti ed Ippolito ci siamo recati in un teatro nei pressi di Piazza Navona anche con la Rossana Rovere ed altre persone per incontrare l’avv Di Giovanni ed altri componenti del Comitato di controinformazione, che ha sede presso la Lega dei Diritti dell’Uomo. Il teste dichiara: Conoscevo di vista l’avv. Di Giovanni e non ricordo se fosse o meno lui la persona con la quale si parlò. A domanda del PM il teste R: “Ho frequentato il Bakunin che, a mio avviso, era più moderato come discorsi e come programmi rispetto al 22 marzo. Alle manifestazioni di cui ho fatto cenno (metalmeccanici, casa, ecc.) ad eccezione del Mander rimasto fedele al Circolo, non partecipava nessuno dei frequentatori del Bakunin. L’unico episodio in merito a scontri con fazioni opposte fu quello che poi non avvenne per intervento della polizia ed al quale seguì l’episodio di Colle Oppio. Il Macoratti pur essendosi allontanato, nel senso che non frequentò più il circolo 22 marzo, rimase in buoni rapporti con gli aderenti al 22 marzo. I componenti del 22 marzo non mi chiesero mai di procurare loro dell’esplosivo. In mia presenza non si è mai parlato di assalto alle Banche ad eccezione di quanto ho riferito in merito al colloquio col Borghse. Comunicai al dott. Spinella che doveva tenersi una conferenza al Circolo Bakunin, ma poiché in questo circolo vi erano persone per lo più anziane e poiché io non lo frequentavo più la cosa non ebbe un seguito. Ricordo che tale conferenza era stata in un primo tempo fissata per qualche giorno prima rispetto a quello in cui fu poi effettuata, con cambiamento di sede di cui ho fatto cenno. DR: La bottiglia molotov depositata sul davanzale della seda di via Colle Oppio non esplose in mia presenza, seppi successivamente che era esplosa, che aveva fatto pochi danni, che aveva cioè rotto solo qualche vetro, e tali furono i commenti che sentii fare nel circolo Bakunin. A domanda dell’avv. Calvi: Incominciai ad occuparmi dei gruppi anarchici poco dopo il mio arrivo alla Questura di Roma e cioè verso la fine del 1968. Se non ricordo male cominciai a frequentare il Bakunin nel luglio 1969 cioè poco tempo prima dell’arrivo del Della Savia a Roma. Potrebbe anche darsi che abbia frequentato il circolo Bakunin nell’aprile 1969 nel senso che in passato sia entrato nello stesso. Per quanto riguarda la data degli episodi nulla posso modificare o aggiungere a quanto già riferito. Fu poco prima di partire per Milano che Valpreda mi disse di portare la sua roba dalla baracca di Prato rotondo alla sede del 22 marzo ed io tanto feci col Bagnoli. Non sono in grado di precisare la data. La sera del 14 riferii telefonicamente al dott Spinella tutta la discussione che avevo avuto col Borghese ed i particolari da questi riferitemi in merito al fatto che Valpreda si trovava già all’estero e quanto altro riferitomi. Ho appreso delle riunioni particolari, da componenti del gruppo stesso e ne avevo sentore nelle discussioni che tra di loro avvenivano, non sono quindi in grado di fare un nome specifico. A queste riunioni particolari partecipava anche il Borghese. Ricordo che quando il 19 novembre fu fermato dalla polizia, il Valpreda, aveva un occhio tumefatto e tanto era dovuto, come mi fu riferito dagli amici, a seguito di uno scontro avvenuto in Trastevere in conseguenza del fatto che il gruppo di Valpreda, che commentava favorevolmente un attentato avvenuto a Madrid, ebbe uno scontro con altro gruppo di idee contrarie. Fui chiamato dall’Ufficio Politico e mi fu detto che dovevo deporre pochi giorni prima della deposizione stessa e cioè nel maggio 70. DR: Non ho nulla da aggiungere a quanto riferito nella deposizione in merito agli esplosivi da me fatti prevenire mediante tempestivo avviso alla polizia. Pubblicità Impostazioni sulla privacy A domanda dell’avv Boneschi: la sera del 12/12 sono uscito dal Circolo 22 marzo verso le ore 18 ma mi intrattenni nelle vicinanze fino alle ore 19 con Cristus, poi presi l’autobus ed andai in pensione ma prima di arrivare seppi dell’attentato, mi fermai, telefonai in ufficio e mi si disse di tenermi a disposizione nella pensione. Nella telefonata dissi al dott Spinella se era vero ciò che avevo sentito in merito agli attentati, mi rispose di si e mi disse di tenermi a disposizione nella pensione che mi mandava a prendere. Non mi chiese se sapessi qualcosa in merito agli attentati. Sapevo che vi erano altre riunioni dai discorsi che sentivo fare dagli altri i quali con me parlavano soltanto di cose insignificanti ed è stato questo il motivo per cui, negli ultimi tempi, frequentavo di meno la sede del 22 marzo, anche per evitare che avessero dei sospetti su di me. Non andavo alle riunioni di via del Boschetto anche per timor mio, a parte il fatto che evidentemente si riunivano e non mi facevano sapere niente; io per insistenza dell’ufficio ho continuato ad andare diversamente se fosse stato per idea mia, non sarei andato più per niente. Per questo ho tentato di allontanarmi e farmi vedere disinteressato all’attività del gruppo, per evitare che ci fossero dei sospetti sul mio conto perchè se io domani dovevo ritirarmi non sapevano che io ero ben sotto, per lo meno non avevano la certezza. A domanda dell’avv Martorelli: Non so se i sospetti si appuntarono su di un solo od anche su altri appartenenti al gruppo. Voglio però aggiungere che anche sul conto del Merlino vi erano dei sospetti come fu affermato, se mal non ricordo, dal Borghese e dal Bagnoli. Il Borghese si ricredette sul mio conto in modo particolare dopo che ero stato fermato dalla Questura e perciò nuovamente si confidò con me, come ho avuto modo di riferire. Non ho mai avuto notizie che il gruppo fosse in possesso di timers, cassette juwall, borse né se ne è mai parlato. Continuai a frequentare, sia pure non con assiduità, il gruppo degli anarchici, fino all’aprile 70, e mi allontanai quando mi fu detto, mi pare da Mattozzi ma non sono sicuro, che dovevo presentarmi da un avvocato per parlare ed eventualmente per prepararmi la difesa. Nessuna notizia di particolare rilievo raccolsi sul conto degli anarchici. A domanda dell’avv. Armentano Conte: Ho conosciuto tutte le donne che frequentavano i circoli Bakunin e 22 marzo, ma non erano molte e non so precisare il numero. Non è esatto che abbia cercato di avere od abbia avuto con alcuna di esse rapporti intimi.

Piazza Fontana 1979 L'alibi di Pietro Valpreda confermato da familiari e Eleonora Segre

Al momento della strage di Piazza Fontana, alcuni familiari e Eleonora Segre confermano che Pietro Valpreda era febbricitante a letto dai nonni materni. Chiaramente non era Valpreda, l'uomo trasportato dal tassista Rolandi ma per molti anni resto' Valpreda "il mostro di Piazza Fontana". Laura Picchi

Piazza Fontana Il tassista Rolandi non riconosce Valpreda nella foto

A p 66 della Sentenza del 1979 il Rolandi vedendo una foto del Valpreda afferma che egli assomiglia al passeggero da lui trasportato alla banca nazionale dell'agricoltura all'orario della strage di Piazza Fontana, ma la persona che prese il suo taxi aveva il volto piu' scavato. Da una somiglianza di una foto di tre anni fa, nacque Valpreda "mostro di Piazza Fontana" , quando un riconoscimento al cento per cento non c'è mai stato Laura Picchi

Piazza Fontana 1979 Pinelli ha un alibi ma morira' precipitando dalla finestra della questura

Pinelli ha un alibi, si capisce fin da subito è innocente. Lo ritroviamo a p 49 della Sentenza del 1979 a Catanzaro. I proprietari smentiscono ma alcuni clienti del bar fra via Morgantini e via Cividali confermano che il Pinelli tutto il pomeriggio del 12 dicembre 1969 era li a giocare a carte. Viene arrestato senza motivo, trattenuto in questura senza motivo fino al 15 dicembre 1969 e poi precipita da una finestra della Questura di Milano. Ucciso? Laura Picchi

mercoledì 26 marzo 2025

Piazza Fontana 1976 Catanzaro: possibili responsabilità e movente dimenticati da tutti

p 91 Annotazione tenente colonnello Genovesi del Sid Servizio informazioni Difesa L'esecutore materiale degli attentati dinamitardi a Roma dovrebbe essere il noto Merlino Mario. Egli non era a passeggio con Stefano Delle Chiaie, conosce bene il sottopassaggio della Banca nazionale del lavoro ed il padre è amico del direttore della Banca nazionale dell'agricoltura a Milano. Gli attentati hanno un collegamento con quelli di Parigi del 1968, l'organizzatore Guerin Serac che dirige Aginter Press p 96 Tra i documenti di Aginter Press uno si chiama "la nostra azione politica" dove si trova esposta la strategia del terrore I punti del documento sono: favorire l'installazione del caos in tutte le strutture del regime; minare economia Stato; preparare un organismo efficace capace di riunire attorno a se' gli scontenti di ogni classe sociale; azione di copertura per distruggere le strutture di Stato degli infiltrati nei comunisti e filocinesi; noi nei quadri Esercito, magistratura, Chiesa dovremmo agire sull'opinione pubblica per farci apparire come i soli a poter fornire una soluzione sociale economica e politica adatta al momento; avere grandi mezzi finanziari Laura Picchi

Dopo Ustica Colloqui segreti Ledeen e servizi italiani ad Agnano x seppellire verità

  Il riferimento a un "colloquio segreto ad Agnano" coinvolgente Michael Ledeen e legato alla strage di Ustica appartiene alle ...