1. Riesumazione e Analisi Tossicologica
L'accertamento
definitivo richiede esami sui resti organici. In casi di sospetto
avvelenamento a distanza di decenni, si ricercano:
- Fosfati e metaboliti: Il fosforo bianco è estremamente instabile e si ossida rapidamente. Tuttavia, lascia tracce di necrosi caratteristiche o accumuli di fosfati in tessuti specifici (come ossa o midollo) che possono essere analizzati tramite spettrometria di massa.
- Nanogrammi: L'uso di tecnologie moderne (come la LC-MS/MS) permette di rilevare concentrazioni nell'ordine dei nanogrammi, ma la sfida è distinguere il fosforo "esogeno" (da avvelenamento) da quello "endogeno" naturalmente presente nel corpo umano.
2. Sintomatologia Pre-Morte
L'indagine cerca di incrociare i dati biochimici con le testimonianze e i rilievi dell'epoca:
- Il fosforo bianco, se inalato tramite un innesco nell'abitacolo, provoca edema polmonare immediato, senso di soffocamento e perdita di controllo del velivolo.
- I periti analizzano se le condizioni del cadavere al momento del ritrovamento (ad esempio, l'assenza di segni di reazione all'impatto o la postura del pilota) siano compatibili con un'improvvisa incapacitazione da tossici.
3. Stato delle Indagini (Procura di Massa)
L'inchiesta
è stata riaperta più volte (l'ultima nel 2013 e con successivi
solleciti nel 2023-2024). L'obiettivo è trasformare l'ipotesi di
"incidente per errore umano" in omicidio volontario.
- La perizia del tossicologo è fondamentale: se venissero confermate tracce di fosforo non compatibili con i materiali dell'aereo, l'ipotesi del sabotaggio diventerebbe prova giudiziaria.
Nessun commento:
Posta un commento