L'omicidio
di Pier Paolo Pasolini, avvenuto la notte del 2 novembre 1975
all'idroscalo di Ostia, è da tempo oggetto di teorie che collegano la
sua morte a trame oscure, inclusa la struttura paramilitare clandestina
Gladio
. Sebbene Giuseppe "Pino" Pelosi sia stato condannato per
l'omicidio, le incongruenze nelle indagini e le indagini successive
hanno alimentato l'ipotesi di un delitto politico-mafioso.
Ecco i punti chiave che collegano l'omicidio Pasolini a Gladio e ai servizi deviati:
- Il contesto di "Petrolio": Pasolini stava lavorando al suo libro postumo, Petrolio, in cui indagava sui legami tra l'ENI (Enrico Mattei), il mondo della finanza, la politica e lo stragismo, avvicinandosi a verità considerate scomode.
- "Io so": Nel settembre 1975, Pasolini scrisse un celebre articolo ("Io so") in cui accusava i responsabili delle stragi in Italia, menzionando i "servizi segreti" e il "Sifar" (predecessore del SISMI), strutture collegate alla rete Stay-Behind (Gladio).
- Ipotesi sul movente Gladio: Alcuni ricercatori, tra cui Giuseppe Lo Bianco e Sandra Bonsanti, hanno sostenuto che l'omicidio sia stato un'operazione per fermare le inchieste di Pasolini sul "filo nero" che univa l'omicidio di Enrico Mattei (1962) alle trame eversive degli anni '70, spesso gestite da apparati deviati o da Gladio.
- Depistaggi e complici: La prima sentenza accertò la presenza di "altri" nel delitto, e Pelosi stesso nel 2005 ritrattò la confessione, parlando di tre persone estranee che avrebbero aggredito il poeta con motivazioni politiche.
- La Banda della Magliana: Altre ipotesi, a volte sovrapposte, indicano un coinvolgimento di esponenti della Banda della Magliana, inquadrando l'agguato non solo come un furto delle pizze del film Salò, ma come una vera e propria esecuzione premeditata.
A
quasi 50 anni di distanza, la morte di Pasolini resta una storia
segnata da depistaggi, con l'ipotesi di un omicidio premeditato per
bloccare la sua denuncia sui rapporti tra potere, petrolio e Gladio.
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