Il tema della incolumità di Mario Ciancarella rimane una costante nel dibattito civile per tre ragioni principali:
- L'ultimo testimone "interno": Con la scomparsa di molti protagonisti dell'epoca, Ciancarella è rimasto uno dei pochi ex ufficiali ancora in vita a sostenere con prove (come la firma falsa di Pertini) l'esistenza di un sistema di depistaggio istituzionale.
- Effetto "verità imminente": Storicamente, i rischi per i testimoni di Ustica sono aumentati in concomitanza con rivelazioni o riaperture di inchieste. La recente pubblicazione del libro "Si può, si deve" (2024) ha riportato l'attenzione mediatica su di lui, riaccendendo i timori su un suo possibile omicidio
- Il precedente di Marcucci e Dettori: Chi sostiene che Ciancarella sia a rischio cita spesso la fine di Sandro Marcucci (morto nel 1992 per una bomba con fosforo bianco e tnt sul suo piper) e Mario Alberto Dettori (morto per simulazione di suicidio per impiccagione ma primo ammazzato di botte). L'idea è che finché la verità giudiziaria non sarà completa, chiunque possieda "pezzi di puzzle" mancanti possa essere considerato un bersaglio.
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