La posizione ufficiale del governo inglese sulla strage di Ustica è stata storicamente caratterizzata da una
collaborazione limitata e dal mantenimento di una linea di riservatezza motivata da ragioni di sicurezza nazionale e alleanze strategiche (NATO).Sebbene
il Regno Unito non sia stato direttamente accusato dell'abbattimento
del DC-9 Itavia, il suo ruolo è emerso principalmente in relazione alle
indagini tecniche e alle richieste di informazioni sui tracciati radar
dell'epoca.
Punti chiave della posizione e del coinvolgimento britannico:
- Cooperazione Giudiziaria: Tra il 1985 e il 2010, la magistratura italiana ha inviato 4 rogatorie internazionali alla Gran Bretagna per ottenere informazioni e testimonianze. Le risposte sono state spesso filtrate o hanno fornito dati parziali, similmente a quanto avvenuto con altri alleati NATO come Stati Uniti e Francia.
- Indagini Tecniche: Esperti britannici furono coinvolti nelle fasi iniziali dell'inchiesta. Nel 1981, la commissione d'inchiesta italiana (Commissione Luzzatti) si recò a Londra per incontrare l'Air Accidents Investigation Branch (AAIB) britannico al fine di analizzare la dinamica dell'incidente.
- Informazioni Radar: La posizione inglese è stata spesso di "silenzio" o diniego riguardo alla presenza di proprie unità (navi o aerei) nell'area del Tirreno la notte del 27 giugno 1980. Le autorità italiane hanno cercato a lungo di ottenere tracciati radar e registrazioni che potessero chiarire il traffico militare di quella notte, incontrando resistenze burocratiche e classificazioni di segretezza.
- Desecretazione dei Documenti: Documenti declassificati dalla Farnesina nel 2014 hanno rivelato l'attività diplomatica italiana per sollecitare il governo britannico a rispondere ai quesiti del giudice Rosario Priore. Tuttavia, non sono emerse "verità definitive" dai file britannici che cambino radicalmente la ricostruzione ufficiale.
- Rapporti con Gheddafi: All'epoca dei fatti (governo Thatcher), la posizione britannica era di forte contrapposizione al regime di Gheddafi, in linea con gli Stati Uniti. Questo contesto geopolitico è alla base dell'ipotesi di un'operazione militare alleata mirata al leader libico, rispetto alla quale il Regno Unito ha sempre mantenuto una posizione di estraneità ufficiale.
In sintesi, il governo inglese ha adottato una postura di supporto formale alle istituzioni italiane,
senza però fornire elementi decisivi che potessero confermare scenari
di guerra aerea, tutelando la riservatezza delle proprie operazioni
militari nel Mediterraneo.
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