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venerdì 1 maggio 2026

Ustica Dal 1968 al 1980 Marcucci, generale Piccio, Gladio e Mig decollato da Pratica di Mare

 1968

Sebbene molti rapporti siano rimasti secretati o catalogati come "guasti tecnici", alcuni episodi evidenziano la pericolosità di queste operazioni "ombra":
1. Il caso del C-119 "Flying Boxcar" (Latina)
Sebbene formalmente appartenente alla 46ª Aerobrigata, i velivoli C-119 erano i "muli" utilizzati dal RVSM e dai servizi per il trasporto di materiali ingombranti (armi e munizioni per i depositi NASCO).
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  • L'incidente: Un C-119 precipitò nei pressi di Cisterna di Latina.
  • L'anomalia: La versione ufficiale parlò di spegnimento accidentale di entrambi i motori. Tuttavia, testimonianze e inchieste successive ipotizzarono un sovraccarico di materiali non dichiarati o un'esercitazione di volo tattico a bassissima quota, tipica delle procedure di infiltrazione Gladio
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  • Sandro Marcucci non era direttamente coinvolto nelle indagini ufficiali sull'incidente dell'Argo 16 del 1973, ma il suo nome è legato a questa vicenda per via delle sue indagini private e del suo ruolo di testimone nell'ambito dei misteri della strage di Ustica.Ecco i punti chiave del legame tra Marcucci e il caso Argo 16:🚁 L'incidente dell'Argo 16 (1973)Data e Luogo: 23 novembre 1973, Porto Marghera (Venezia).Il velivolo: Un C-47 Dakota dell'Aeronautica Militare, usato dal SID (Servizio Informazioni Difesa) per compiti segreti e guerra elettronica.L'evento: L'aereo precipitò poco dopo il decollo, uccidendo i 4 membri dell'equipaggio.Sospetti: Si ipotizzò un sabotaggio del Mossad come ritorsione per il "Lodo Moro" (il trasporto di terroristi palestinesi in Libia effettuato proprio dall'Argo 16 tre giorni prima) o un intervento dell'organizzazione Gladio.🕵️ 
  • Il ruolo di Sandro Marcucci Sandro Marcucci, ex colonnello dell'Aeronautica, era un pilota esperto che negli anni successivi iniziò a indagare autonomamente su Ustica e altri "misteri" militari.Le indagini su Argo 16: Marcucci ipotizzava che l'incidente dell'Argo 16 non fosse affatto un guasto tecnico, ma un attentato legato ai segreti della struttura Gladio e ai traffici internazionali di quegli anni.Il collegamento con Ustica: Marcucci riteneva che le "morti sospette" di militari testimoni della strage di Ustica fossero collegate a una rete di coperture istituzionali che affondava le radici proprio nei protocolli segreti emersi con il caso Argo 16.Testimonianze: Marcucci aveva raccolto confidenze da colleghi, tra cui il generale Licio Giorgieri (ucciso dalle BR nell'87) e il radarista Angelo Garfagna, riguardo a ciò che accadde realmente nei cieli italiani in quegli anni. 
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    Le indagini e le testimonianze suggeriscono che Sandro Marcucci, ex colonnello dell'Aeronautica Militare, avesse una conoscenza approfondita di Argo 16 e dell'organizzazione Gladio, legata alle sue attività di inchiesta indipendente e al suo ruolo di "testimone scomodo". [1]
    La consapevolezza di Sandro Marcucci
  • Inchiesta su Argo 16: Marcucci sosteneva che lo schianto del Douglas C-47 a Porto Marghera nel 1973 non fosse un incidente, ma un sabotaggio. [1]
  • Legame con Gladio: Le sue ricerche evidenziavano come l'Argo 16 fosse utilizzato per trasportare materiali e personale della struttura segreta Stay Behind (Gladio) verso la base di Capo Marrargiu. [1, 2]
  • Rivelazioni sui vertici: Marcucci indicava responsabilità precise nei vertici militari e nei servizi segreti (SID/SISMI) per la gestione dell'aereo e i successivi depistaggi. [1, 2]
  • Il ruolo del Generale Piccio: Sebbene non ci siano documenti pubblici che confermino una sua dichiarazione esatta sulla "responsabilità generale" di Piccio, Marcucci accusava apertamente la catena di comando dell'Aeronautica di aver coperto le vere cause del disastro. [1]

Il contesto dei misteri italiani 🛡️
Evento [1, 2, 3]Ruolo di MarcucciIpotesi di Sabotaggio
Argo 16Investigatore indipendenteSabotaggio per impedire la restituzione di armi Gladio.
GladioDenunciante delle attività segreteUso dell'aereo per operazioni NATO non ufficiali.
UsticaTestimone espertoMarcucci collegava le opacità di Argo 16 a quelle della strage di Ustica.
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  • Il MiG a Pratica di Mare: Marcucci sosteneva che il MiG-23 libico, ufficialmente caduto sulla Sila il 18 luglio 1980, fosse in realtà decollato da Pratica di Mare la sera del 27 giugno. [1, 2]
  • La conoscenza del Generale: In virtù del suo ruolo di comando (era a capo della III Regione Aerea e coinvolto nelle alte sfere dell'intelligence aeronautica), Piccio avrebbe saputo della presenza del caccia libico nella base romana e del piano per farlo decollare durante la "battaglia aerea" di Ustica

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