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venerdì 20 febbraio 2026

IA GOOGLE I PASSI ULTERIORI CHE PUO' FARE CIANCARELLA PER OTTENERE GIUSTIZIA

 

Dopo il rigetto del
Consiglio di Stato riguardo alla richiesta di risarcimenti legati alla sua radiazione, Mario Ciancarella e i suoi legali hanno a disposizione diverse strade legali, tipiche per chi ha esaurito i gradi di giudizio amministrativo in Italia:
  • Ricorso per revocazione: È possibile impugnare una sentenza del Consiglio di Stato dinanzi allo stesso organo se si ritiene che la decisione sia frutto di un errore di fatto (risultante dagli atti o documenti della causa) o in presenza di nuovi documenti decisivi che non sono stati prodotti per causa di forza maggiore.
  • Ricorso in Cassazione (per motivi di giurisdizione): Le sentenze del Consiglio di Stato possono essere impugnate presso le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, ma solo per motivi attinenti alla giurisdizione, ovvero se si ritiene che il Consiglio di Stato abbia scavalcato i propri limiti o non abbia esercitato il potere che gli spettava.
  • Ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo (CEDU): Esauriti i rimedi interni, Ciancarella può rivolgersi alla Corte di Strasburgo denunciando la violazione del diritto a un "equo processo" (Art. 6 CEDU) o del diritto a un ricorso effettivo, specialmente considerando che la sua radiazione è stata accertata come basata su un atto falso.
  • Azione Civile Autonoma: Poiché la falsità della firma è stata accertata in sede civile, la battaglia potrebbe proseguire nel tribunale ordinario per il risarcimento del danno derivante da fatto illecito (la produzione del falso), qualora questo profilo non sia stato ancora completamente assorbito o precluso dalle sentenze amministrative.

giovedì 19 febbraio 2026

IA GOOGLE il caso morte di Dettori


Il riferimento riguarda il maresciallo
Mario Alberto Dettori, radarista a Poggio Ballone la notte della strage di Ustica (27 giugno 1980).
I punti chiave della vicenda sono i seguenti:
 
Alberto Dettori e "Siamo stati noi": Il maresciallo Mario Alberto Dettori, radarista a Poggio Ballone, contattò pochi giorni dopo la strage il capitano Mario Ciancarella pronunciando la frase: "Capitano, siamo stati noi... siamo stati noi a tirarlo giù". Dettori apparve terrorizzato e confidò di non poter dire altro perché "qua ci fanno la pelle" 
 
Il codice LL013: È il codice identificativo (squawk) del volo d'addestramento su cui si trovavano Naldini e Nutarelli la sera della strage 
 
Naldini e Nutarelli: Mario Naldini e Ivo Nutarelli erano i due piloti dell'Aeronautica Militare che la sera del 27 giugno 1980 si trovavano in volo su un F-104 (un velivolo biposto) nella stessa area del DC-9 Itavia 

  • Morte Sospetta: Dettori fu trovato impiccato a un albero nel marzo 1987. Sebbene inizialmente catalogata come suicidio, la sua morte è stata a lungo considerata dai familiari e da diverse inchieste giornalistiche come una delle "morti sospette" legate ai segreti di Ustica.
  • Archiviazione: Nell'aprile 2021, il GIP di Grosseto ha disposto l'archiviazione definitiva dell'indagine sulla sua morte. Nonostante le nuove perizie e le testimonianze (inclusa quella sul disegno), il giudice ha stabilito che non sono emersi elementi sufficienti per provare l'omicidio, confermando la tesi del suicidio per mancanza di prove contrarie schiaccianti.

Ustica IA GOOGLE I motivi dell'archiviazione a Massa del caso Marcucci e Lorenzini


 L'inchiesta sulla morte di Sandro Marcucci (ex colonnello dell'Aeronautica) e Silvio Lorenzini, avvenuta il 2 febbraio 1992 in un incidente aereo a Campo Cecina (MS), è stata caratterizzata da diverse fasi giudiziarie presso la Procura di Massa.
Ecco i punti chiave relativi all'archiviazione e al contesto:
Riapertura dell'indagine (2013): Dopo essere stato inizialmente archiviato come disastro colposo, il caso è stato riaperto dalla Procura di Massa nel 2013 con l'ipotesi di omicidio contro ignoti. La riapertura è avvenuta a seguito di un esposto presentato dall'Associazione Antimafia "Rita Atria", che ipotizzava un attentato tramite un ordigno esplosivo a bordo o un sabotaggio.
Motivazioni dell'archiviazione: Nonostante le perizie che hanno rilevato incongruenze rispetto alla versione originale dell'incidente, la Procura ha proceduto con una successiva richiesta di archiviazione. Le ragioni principali risiedono nella difficoltà di reperire prove certe a distanza di decenni e nella degradazione dei reperti, rendendo impossibile sostenere un'accusa di omicidio in giudizio.
Legame con Ustica: Il caso è ritenuto uno dei "misteri collaterali" alla Strage di Ustica. Marcucci era considerato un testimone scomodo, poiché aveva fornito informazioni chiave sui movimenti aerei la notte del 27 giugno 1980. 

L'archiviazione del caso relativo alla morte di Sandro Marcucci e Silvio Lorenzini, decisa dalla Procura di Massa, si fonda principalmente sulla mancanza di elementi probatori certi che possano sostenere un'accusa in giudizio a decenni di distanza dai fatti. 

Ecco le motivazioni principali che hanno portato a tale conclusione:
Difficoltà nel reperire prove dirette: A distanza di oltre 30 anni dall'incidente del 1992, la Procura ha riscontrato l'oggettiva impossibilità di raccogliere nuove prove testimoniali o materiali inconfutabili che possano confermare l'ipotesi di omicidio o sabotaggio rispetto alla tesi originaria del disastro colposo.
Degradazione dei reperti: I residui dell'aereo e altri elementi tecnici analizzati nelle perizie non hanno fornito prove definitive di un'esplosione o di un intervento esterno doloso, nonostante alcune incongruenze tecniche inizialmente evidenziate.
Insufficienza degli elementi accusatori: Secondo l'Art. 408 c.p.p., l'archiviazione viene richiesta quando gli elementi acquisiti nelle indagini non sono ritenuti idonei a sostenere l'accusa in un processo. Nel caso Marcucci, pur restando i dubbi legati al contesto della Strage di Ustica, non sono stati individuati responsabili certi ("ignoti").
Nonostante l'archiviazione giudiziaria, l'Associazione Antimafia "Rita Atria" continua a mantenere viva la memoria del caso, definendolo un mistero ancora irrisolto.  

 

IA google Caso Ciancarella-Ustica non ci fu proposta radiazione regolare ministro Difesa

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Nel caso di Mario Ciancarella, il decreto presidenziale di radiazione dell'ottobre 1983 è stato dichiarato un falso integrale dal Tribunale Civile di Firenze nel 2016. 

In merito al ruolo del Ministro della Difesa e alla "proposta" di radiazione:
Falsificazione totale: Le perizie hanno stabilito che la firma di Sandro Pertini sul decreto era apocrifa. Essendo l'intero atto un falso, non è mai esistita una legittima proposta formale seguita dall'iter istituzionale previsto.
Contesto politico: Nel 1983, il Ministro della Difesa in carica era Giovanni Spadolini (Governo Craxi I), succeduto a Lelio Lagorio. Sebbene la radiazione sia avvenuta durante il suo mandato, la sentenza ha evidenziato che l'atto fu prodotto illegalmente per delegittimare Ciancarella, esponente del Movimento Democratico dei Militari che indagava sulla strage di Ustica.
Reintegro: Nel 2016, a seguito della sentenza, l'allora ministra della Difesa Roberta Pinotti ha dato mandato di procedere al reintegro e alla riabilitazione del capitano. 
In sintesi, non vi fu una proposta di radiazione "regolare" da parte del ministro, poiché l'atto che ne sanciva l'espulsione è risultato essere un documento falsificato "all'ombra della strage di Ustica".
Decenni di arretrati: La battaglia legale dura da oltre 40 anni. Un eventuale risarcimento deve coprire stipendi non percepiti dal 1983, la ricostruzione della carriera (perdita di chance), oltre ai danni morali e biologici.
Stato del risarcimento: Il Ministero della Difesa è stato condannato alla reintegrazione e al risarcimento, ma la quantificazione esatta della somma è oggetto di ulteriori gradi di giudizio e conteggi tecnici che possono avvicinarsi a cifre di tale entità, pur non essendo ancora state confermate come "7 milioni" in via definitiva

USTICA IA MODE SCRIVE CHE LAURA PICCHI E' FIGLIA DI MARCUCCI

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Laura Picchi è un'attivista e autrice che si impegna da anni per ottenere verità e giustizia sulla morte di Sandro Marcucci, ex ufficiale dell'Aeronautica Militare ed ex pilota civile. 

Il legame: Laura Picchi è la figlia di Sandro Marcucci (spesso citato come Alessandro).
Il contesto: Sandro Marcucci morì il 2 febbraio 1992 in un sospetto incidente aereo sulle Alpi Apuane. Marcucci era un testimone chiave nel caso della strage di Ustica, avendo sollevato dubbi sulle versioni ufficiali riguardanti i movimenti aerei di quella notte.
L'impegno di Laura: Laura Picchi ha scritto il libro "La strage di Ustica. Alla ricerca di una verità rubata" in memoria del padre e di Silvio Lorenzini, per mantenere l'attenzione su quello che ritiene essere stato un omicidio volto a mettere a tacere un testimone scomodo. 

Per approfondire la vicenda e le pubblicazioni di Laura Picchi, è possibile consultare i cataloghi di Youcanprint o i profili dell'Associazione Antimafie Rita Atria con cui collabora. 
 

mercoledì 18 febbraio 2026

IA google tipi di missile che possono aver abbattuto dc9: Sparrow Aspide o Matra Magic

 

 
L'ipotesi che un missile
Sparrow (specificamente il modello AIM-7) abbia abbattuto il DC-9 Itavia il 27 giugno 1980 rimane una delle ricostruzioni tecniche più accreditate, sebbene le indagini recenti (2025-2026) abbiano introdotto nuove varianti sulla dinamica.
 
ModelloOrigineStato della Teoria
AIM-7 SparrowUSA / NATOPrincipale indiziato tecnico per i danni da frammentazione.
AspideItaliaVariante italiana dello Sparrow, meno citata ma tecnicamente compatibile.
Matra MagicFranciaCitato nelle recenti accuse contro l'aeronautica francese.

Ia Google Ustica la traccia ag266 è il mig 23 e scenario radar ag266 di laura picchi

 Il codice AG 266 identifica il MiG-23MS dell'aeronautica libica che precipitò a Castelsilano (Sila, Calabria) nel 1980

L'identificativo AG266 (spesso associato a velivoli militari della serie "Alpha Golf") si riferisce a un volo militare segnalato nelle perizie radar della strage di Ustica. Secondo le ricostruzioni dell'istruttoria condotta dal giudice Rosario Priore, il velivolo decollò dalla base di Pratica di Mare la sera del 27 giugno 1980. 

Ecco i dettagli rilevanti emersi dalle inchieste:

Identificazione: Il tracciato radar AG266 è stato identificato come un velivolo che operava in un'area vicina a quella del DC-9 Itavia poco prima del disastro.

Ruolo nel decollo: Il velivolo decollò da Pratica di Mare e, secondo alcune interpretazioni dei tracciati radar, avrebbe effettuato manovre di intercettazione o scorta in un contesto di intensa attività militare non dichiarata.

Contesto Operativo: L'istruttoria ha evidenziato come diversi aerei militari (italiani, NATO e potenzialmente libici) fossero in volo contemporaneamente al DC-9. La presenza di velivoli come l'AG266 è stata utilizzata dai periti per sostenere lo scenario di una "battaglia aerea" o di un'operazione di polizia internazionale finita tragicamente.

Conservazione dei Reperti: La base di Pratica di Mare è storicamente legata al caso anche perché ha ospitato per anni l'Hangar Buttler, dove i resti del DC-9 furono inizialmente ricomposti per le perizie tecniche prima del loro trasferimento definitivo al Museo per la Memoria di Ustica a Bologna.

Sebbene l'AG266 sia una delle tante tracce radar analizzate, la sua presenza conferma l'elevato livello di traffico militare registrato dai centri radar (come quello di Roma Ciampino e Marsala) nella zona di Ponza e Ustica quella sera. 


Intelligenza artificiale Google 

 

 Da Pratica di Mare al punto della strage ci sono 230 Km

Il mig decollato da Pratica di Mare percorre 13.5 km al minuto, in 17,037 minuti percorre i 230 Km, è al momento della strage sul luogo della strage la traccia AG266. Laura Picchi 

IA GOOGLE SMENTITA BUFALE POST MORTEM SU SANDRO MARCUCCI X SCREDITARLO

 IA GOOGLE AI MODE RESEARCH SANDRO MARCUCCI'S LIFE   Non esistono riscontri storici o giudiziari che confermino l'affermazione secon...