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martedì 31 marzo 2026

Scheda google Ustica Le minacce a Dettori in vita dei servizi segreti

 

Il riferimento alle minacce subite da
Mario Alberto Dettori, il maresciallo dell'Aeronautica in servizio presso il centro radar di Poggio Ballone la notte della strage, è un elemento centrale nelle indagini sulle cosiddette "morti sospette" legate a Ustica.
Sebbene Dettori sia morto nel 1987, la questione delle pressioni e delle minacce da lui subite in vita è tornata d'attualità con nuovi esposti e udienze tra il 2024 e il 2026.
Le minacce e le pressioni subite in vita
Secondo le testimonianze dei familiari (la moglie e la figlia Barbara) e le risultanze processuali:
  • Il cambiamento dopo la strage: La mattina del 28 giugno 1980, Dettori rientrò a casa visibilmente sconvolto, dicendo alla famiglia: "Siamo stati a un passo dalla guerra".
  • Pressioni dai Servizi e superiori: Negli anni successivi, Dettori confidò alla moglie di sentirsi costantemente seguito e monitorato. Riferì di aver ricevuto "consigli" dai superiori di dimenticare quanto visto sui radar quella notte.
  • La telefonata a Mario Ciancarella: Pochi giorni dopo la strage, Dettori chiamò il capitano Mario Ciancarella (un altro militare che cercava la verità, poi radiato con una firma falsa) dicendogli esplicitamente: "Comandante, siamo stati noi, abbiamo abbattuto il DC-9".
  • Stato di paura: Negli ultimi tempi prima della morte, Dettori viveva in un profondo stato di ansia, convinto che la sua incolumità e quella della sua famiglia fossero a rischio a causa di ciò che sapeva sulla presenza di caccia stranieri e missili mancanti.
Stato delle indagini sulla sua morte (Aggiornamento 2025-2026)
Nonostante le minacce documentate e le incongruenze, la verità giudiziaria sulla sua fine rimane controversa:
  • L'archiviazione del 2021: Nel 2021, il GIP di Grosseto aveva archiviato l'inchiesta sulla sua morte come suicidio (fu trovato impiccato a un albero nel 1987), pur definendo Dettori come un "testimone scomodo".
  • Nuovi elementi (Dicembre 2025): L'Associazione Antimafie "Rita Atria" ha presentato nuovi esposti citando prove di una possibile messa in scena del suicidio, sostenendo che Dettori sia stato vittima di un omicidio volto a garantirne il silenzio definitivo.
  • Il ruolo della Francia: Le indagini recenti hanno anche sollevato dubbi su un "uomo senza volto" di nazionalità francese che avrebbe avuto contatti o monitorato Dettori, ipotesi su cui Parigi non ha mai fornito chiarimenti.
In conclusione, la magistratura italiana riconosce oggi che Dettori subì pesanti condizionamenti e minacce volti a occultare la verità sulla battaglia aerea di Ustica, ma non è ancora stata raggiunta una prova definitiva che colleghi direttamente i Servizi Segreti alla sua morte violenta.

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