Il riferimento alle minacce subite da
Mario Alberto Dettori, il maresciallo dell'Aeronautica in servizio presso il centro radar di Poggio Ballone la notte della strage, è un elemento centrale nelle indagini sulle cosiddette "morti sospette" legate a Ustica.Sebbene Dettori sia morto nel 1987, la questione delle pressioni e delle minacce da lui subite in vita è tornata d'attualità con nuovi esposti e udienze tra il 2024 e il 2026.
Le minacce e le pressioni subite in vita
Secondo le testimonianze dei familiari (la moglie e la figlia Barbara) e le risultanze processuali:
- Il cambiamento dopo la strage: La mattina del 28 giugno 1980, Dettori rientrò a casa visibilmente sconvolto, dicendo alla famiglia: "Siamo stati a un passo dalla guerra".
- Pressioni dai Servizi e superiori: Negli anni successivi, Dettori confidò alla moglie di sentirsi costantemente seguito e monitorato. Riferì di aver ricevuto "consigli" dai superiori di dimenticare quanto visto sui radar quella notte.
- La telefonata a Mario Ciancarella: Pochi giorni dopo la strage, Dettori chiamò il capitano Mario Ciancarella (un altro militare che cercava la verità, poi radiato con una firma falsa) dicendogli esplicitamente: "Comandante, siamo stati noi, abbiamo abbattuto il DC-9".
- Stato di paura: Negli ultimi tempi prima della morte, Dettori viveva in un profondo stato di ansia, convinto che la sua incolumità e quella della sua famiglia fossero a rischio a causa di ciò che sapeva sulla presenza di caccia stranieri e missili mancanti.
Stato delle indagini sulla sua morte (Aggiornamento 2025-2026)
Nonostante le minacce documentate e le incongruenze, la verità giudiziaria sulla sua fine rimane controversa:
- L'archiviazione del 2021: Nel 2021, il GIP di Grosseto aveva archiviato l'inchiesta sulla sua morte come suicidio (fu trovato impiccato a un albero nel 1987), pur definendo Dettori come un "testimone scomodo".
- Nuovi elementi (Dicembre 2025): L'Associazione Antimafie "Rita Atria" ha presentato nuovi esposti citando prove di una possibile messa in scena del suicidio, sostenendo che Dettori sia stato vittima di un omicidio volto a garantirne il silenzio definitivo.
- Il ruolo della Francia: Le indagini recenti hanno anche sollevato dubbi su un "uomo senza volto" di nazionalità francese che avrebbe avuto contatti o monitorato Dettori, ipotesi su cui Parigi non ha mai fornito chiarimenti.
In
conclusione, la magistratura italiana riconosce oggi che Dettori subì
pesanti condizionamenti e minacce volti a occultare la verità sulla
battaglia aerea di Ustica, ma non è ancora stata raggiunta una prova
definitiva che colleghi direttamente i Servizi Segreti alla sua morte
violenta.
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