Il riferimento a
Adriano Buccelli che avrebbe tentato di far passare per "pazzo" il maresciallo Mario Alberto Dettori è un dettaglio specifico emerso in alcune testimonianze legate ai misteri della Strage di Ustica.Ecco i punti chiave di questa vicenda:
- Il ruolo di Dettori: Mario Alberto Dettori era il radarista in servizio presso il centro radar di Poggio Ballone la notte del 27 giugno 1980. Fu uno dei primi a riferire alla famiglia frasi inquietanti come "Siamo stati a un passo dalla guerra" e a denunciare anomalie nei tracciati radar.
- La morte sospetta: Dettori fu trovato impiccato a un albero nel marzo 1987. Sebbene il caso sia stato ufficialmente archiviato come suicidio, i familiari e diverse inchieste giornalistiche hanno sempre nutrito forti dubbi, ipotizzando un omicidio per metterlo a tacere.
- La figura di Adriano Buccelli: Buccelli, commilitone o superiore di Dettori (secondo diverse ricostruzioni legate alle inchieste sul "muro di gomma"), è stato citato in testimonianze e ricostruzioni critiche come uno dei soggetti che avrebbero contribuito a screditare Dettori.
- La strategia della "pazzia": Secondo le denunce, per invalidare le rivelazioni di Dettori su Ustica, sarebbe stata messa in atto una strategia volta a dipingerlo come una persona psicologicamente instabile o affetta da manie di persecuzione. Questo serviva a togliere valore alle sue parole e a giustificare il suo presunto suicidio come il gesto di un uomo "fuori di sé".
Questa narrazione rientra nel più ampio schema dei depistaggi denunciati da magistrati come Rosario Priore,
dove i testimoni oculari o tecnici della notte di Ustica venivano
isolati, intimiditi o screditati per proteggere il segreto militare.
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