La
posizione del governo degli Stati Uniti nelle risposte alla
magistratura italiana sulla strage di Ustica è stata definita dai
magistrati romani, ancora nel
maggio 2025, come evasiva e caratterizzata da una mancata collaborazione sostanziale.Sebbene
formalmente gli USA abbiano risposto a numerose rogatorie nel corso dei
decenni, le informazioni fornite non hanno mai permesso di identificare
i responsabili o di chiarire definitivamente la dinamica della
"battaglia aerea".
Punti critici delle risposte americane
- Risposte evasive (2025): Nella richiesta di archiviazione presentata dalla Procura di Roma a marzo 2025, i magistrati hanno esplicitamente citato le "risposte evasive" fornite da Stati Uniti e Francia come uno degli ostacoli insormontabili al raggiungimento della verità giudiziaria.
- Tracciati radar e portaerei: Gli inquirenti italiani hanno cercato per anni di ottenere i dati radar delle basi americane nel Mediterraneo e la posizione esatta delle portaerei (come la Saratoga) la notte del 27 giugno 1980. Gli USA hanno sempre fornito dati parziali o affermato che le registrazioni non fossero più disponibili, nonostante forti indizi di un'intensa attività militare nell'area.
- Coinvolgimento dei caccia: Nuove inchieste giornalistiche dell'aprile 2025 hanno ipotizzato l'impatto del DC-9 con un caccia statunitense, basandosi su perizie che suggeriscono una collisione quasi imminente o un'intercettazione ravvicinata, ipotesi su cui il governo americano non ha mai fornito conferme.
- Desecretazione dei documenti: Nonostante la declassificazione di alcuni atti diplomatici tra il 2014 e il 2024, i file statunitensi depositati presso l'Archivio Centrale dello Stato non contengono prove dirette sull'abbattimento, mantenendo la linea della "estraneità" alle operazioni letali di quella notte.
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