La risposta dell'organizzazione
NATO
alla magistratura italiana è stata storicamente segnata da un
atteggiamento di chiusura, definito dai magistrati stessi come un "muro
di gomma". Anche nei recenti sviluppi del 2025-2026,
la mancanza di una collaborazione sostanziale da parte dell'Alleanza e
dei suoi membri principali (USA e Francia) ha portato la Procura di Roma
a chiedere l'archiviazione delle indagini.Ecco i punti principali riguardanti le risposte e le posizioni della NATO:
- Rifiuto di fornire i codici radar: Storicamente, la NATO si è opposta alla consegna dei codici necessari per decrittare i tracciati radar della notte del 27 giugno 1980. Senza questi codici, il giudice Rosario Priore non ha potuto identificare con certezza gli aerei militari (i cosiddetti "plot") che volavano vicino al DC-9 Itavia.
- Negazione di esercitazioni in corso: L'organizzazione ha ufficialmente negato per decenni che vi fossero esercitazioni NATO nell'area al momento del disastro. Tuttavia, le inchieste giudiziarie hanno accertato uno scenario di "guerra aerea di fatto", con la presenza di velivoli di vari paesi alleati che operavano al di fuori dei canali di comunicazione ordinari.
- Reticenza nelle rogatorie internazionali: Nelle ultime fasi dell'inchiesta (conclusasi a marzo 2025), la magistratura ha sottolineato come le richieste inviate tramite rogatoria alla NATO e ai paesi alleati abbiano ricevuto risposte evasive o incomplete. Questo ha impedito di dare un nome ai piloti o ai responsabili materiali dell'abbattimento.
- Relazioni tecniche parziali: Nel 1996, la NATO trasmise alcune relazioni tecniche su sollecitazione del governo Prodi, ma i documenti forniti non contenevano elementi risolutivi per chiarire l'origine del missile o della collisione che ha causato la strage.
- Stato delle indagini (Marzo 2026): A causa della persistente "mancata collaborazione" internazionale, la Procura di Roma ha presentato una richiesta di archiviazione. Il Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) ha recentemente tenuto udienze per valutare l'opposizione dei familiari delle vittime; una decisione definitiva è prevista dopo l'estate 2026.
In
sintesi, la NATO ha mantenuto una linea di tutela del segreto militare e
della sicurezza degli Stati membri, prevalente rispetto alle richieste
di verità della giustizia italiana, contribuendo a lasciare la strage
senza colpevoli identificati.
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